
Giovani che guardano al futuro con responsabilità, consapevoli dell’importanza della continuità lavorativa ma con una fiducia sempre minore nei rapporti interpersonali. E’ solo una parte della fotografia della provincia Fermana emersa questa mattina nel corso della sedicesima edizione della Giornata dell’Economia promossa dalla Camera di Commercio di Fermo. Protagonisti il filosofo Cesare Catà, l’economista Marco Marcatili e il sociologo Massimiliano Colombi. Con loro oltre cento studenti delle scuole secondarie fermane ( Montani, Ipsia, Carducci Galilei, Polo Urbani con l’alberghiero di Montegiorgio, Liceo Classico Annibal Caro e Liceo Scientifico Onesti) che nelle settimane che hanno preceduto questo appuntamento hanno preso parte alla VI° Indagine sul futuro e sui valori dei giovani fermani delle scuole secondarie di secondo grado. Si tratta dell’ultimo appuntamento promosso dalla Camera di Commercio di Fermo prima dell’entrata in vigore della Camera di Commercio Unica, accentrata ad Ancona. 
Ad aprire i lavori, guidati dal direttore di Cronache Fermane Paolo Paoletti, dopo il saluto del sindaco di Fermo Paolo Calcinaro e dell’assessore regionale al Bilancio Fabrizio Cesetti, è stato il presidente della Camera di Commercio Graziano Di Battista che ha illustrato i dati del territorio: “Stiamo vivendo senza dubbio una situazione difficile – ha esordito – basti pensare al numero delle aziende iscritte alla Camera di Commercio di Fermo che da 22.589 del 2010 sono passate a 20.800 nel 2018. Un saldo negativo di 1.800 realtà. Preoccupa anche il dato delle aziende attive scese da 20.406 del 2010 a 18.487 di oggi, con un saldo negativo di circa 2 mila aziende. In questo contesto ci dobbiamo chiedere, quale prospettiva lasciamo ai giovani? In questa proiezione verso il futuro la formazione rappresenta l’elemento primario: scuola, associazioni di categoria, imprenditori, la possibilità di crescita sta anche nell’innovazione continua della tecnologia. Pensiamo ai grandi passi avanti fatti da settori come l’agricoltura. Dobbiamo saper cogliere le opportunità ed utilizzare la nostra esperienza non come punto di arrivo ma come strumento per ‘imparare ad imparare’. Solo così si potrà crescere”. Presenti anche le rappresentanze delle forze dell’ordine del territorio: carabinieri, polizia, guardia di finanza e vigili del fuoco.
E’ stata poi la volta di Cesare Catà che ha evidenziato l’importanza dell’appartenere ad una provincia: “Dobbiamo lavorare per tradurre a livello universale il nostro microcosmo. Essere ‘provinciale’ significa avere una prospettiva da dove poter guardare. Cosa c’entra la letteratura e la filosofia con l’economia? L’etimologia stessa della parola ‘economia’ ci indica di cosa si stratta. Nomos, in greco significa legge nel senso profondo del termine e oikos focolare, abitazione domestica, dunque la legge del focolare, ciò che ci permette di vivere inseme nella casa comune”.
I RISULTATI DELL’INDAGINE
“Sul fronte lavoro emerge una forte richiesta di stabilità, un vero e proprio appello agli adulti per ridiscutere le prospettive della precarietà e dell’incertezza e in maniera particolare per trovare una alternativa alla flessibilità ruvida che negli anni ha preso il posto della flex-security – spiegano l’economista Marco Marcatili e il sociologo Massimiliano Colombi – Oltre 400 i giovani intervistati e più della metà orientati a proseguire gli studi in Università. Da un lato è un segnale che il valore della formazione è riconosciuto e l’obiettivo della laurea viene riconosciuto come desiderabile. Dall’altro potrebbe essere una scelta interlocutoria vista la difficoltà del mercato del lavoro. Inoltre potrebbe nascondere un differimento delle scelte”.
DIMINUISCE LA FIDUCIA NELLE RELAZIONI CON GLI ALTRI
Ne corso della ricerca sono emersi anche dati allarmanti: “Un elemento di profonda preoccupazione emerge dai dati sulla fiducia. Negli anni i giovani presentano un ridimensionamento della fiducia all’interno delle relazioni. Università, Scuola e Forze Armate resistono ai posti più alti della classifica mentre i partiti politici vivono una situazione di sfiducia consolidata e sono confinati all’ultimo posto. Il calo della fiducia diventa un segnale preoccupante perché non ci può essere sviluppo senza fiducia”.
LA SCARSA ATTRATTIVA DELL’IMPRESA DI FAMIGLIA
Colombi e Marcattili che aggiungono: “Infine il Fermano “terra della piccola impresa” sembra vivere un momento delicato sul fronte della propensione alla creazione di impresa. Le ragazze sono nettamente più attratte dalla libera professione mentre i ragazzi alla via dell’impresa. Poca è l’attrattiva per l’impresa di famiglia. L’eredità sembra consumata e servono nuovi investimenti per sostenere una nuova cultura d’impresa e un rinnovato senso del lavoro. Senza tutto questo il Fermano sarà destinato a vivere di una eterna “nostalgia canaglia” per i tempi che furono. In questo senso, le Giornate dell’Economia del Fermano non hanno solo rappresentato un momento “statistico” – nella consapevolezza che i dati non rappresentino di per sé l’informazione e la conoscenza per le decisioni di sviluppo – ma un laboratorio di senso, che ha favorito inedite connessioni (Istituzioni, Scuola, Chiesa, Associazioni di rappresentanza, Università) e contribuito a far riconoscere la Camera di Commercio come la “Casa dell’Economia e dello Sviluppo” capace di elaborare una visione strategica di territorio e di coscienza di comunità civile, imprenditoriale e istituzionale; far emergere un’idea di Europa come partner di sviluppo e di Istituzioni locali, a tutti i livelli; sostenere progettualità a vantaggio della qualità della formazione garantita dagli Istituti scolastici e formativi del Fermano; attivare progetti innovativi a vantaggio dei giovani del Territorio e per la promozione delle nuove professionalità legate all’innovazione tecnologica”.
IL FUTURO DEL CAPITALE UMANO E DEL DISTRETTO
“La scelta di riassetto camerale – spiegano Colombi e Marcatili – non può far svanire questo nuovo “Capitale Fermano”, anche se certamente preoccupano alcuni concomitanti “Capolinea Fermani”. Sul piano delle infrastrutture istituzionali, la Camera di Commercio diventa regionale e la Provincia è depotenziata. Sul piano economico, il settore calzaturiero continua la profonda transizione e fatica ad emergere un “Fermano alter-nativo”. Su quello sociale c’è un rischio “game-over” diventato ormai tabù con la fine degli ammortizzatori sociali e l’acuirsi delle forme di disagio nelle nostre famiglie. Per spirito “locale ma connesso” tendiamo lo sguardo anche alle “prossime fermate” e alle nuove frontiere credibili per il Fermano. Alcuni cantieri sicuri rappresentano un primo segno di vita. Con la realizzazione del Nuovo Ospedale, l’attuazione dell’ITI Fermano e del Progetto Periferie transiteranno sul territorio investimenti pubblici che miglioreranno le condizioni di contesto e di attrattività di investimento. Seppure con le difficoltà e le lungaggini del caso, anche le Aree Interne e la non procrastinabile Ricostruzione costituiranno occasioni di stimolo per tutto il territorio. Altri cantieri interessanti potranno aprirsi nei prossimi mesi: dal riconoscimento dell’Area di Crisi complessa alla opportunità di un primo Contratto di Sviluppo del Fermano, dal nuovo Piano sociale d’Ambito alla Programmazione comunitaria 2021-2017. Non possiamo presidiare questi cantieri con un Fermano disorganizzato. Ci sono tanti pezzi ancora vitali nel territorio, ma ormai ci è chiara la lezione: il Fermano pensato a pezzi fa a pezzi il Fermano. Il Tavolo Sviluppo della Provincia, la Fondazione Carifermo e le Conferenze dei Sindaci dei due Ambiti Sociali possono immaginare una inedita forma di governance del Territorio Fermano”.

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