“Rimembrare la storia e combattere per la pace”.

Domenica 11 Novembre si è tenuta a Grottazzolina la “Festa dell’Unità Nazionale”. L’evento, posticipato per evitare la concomitanza con la grande cerimonia organizzata dalla Prefettura a Fermo il 4 Novembre, è organizzato dalla locale Associazione Combattenti e Reduci e dal Comune ed è stato, come sempre negli ultimi anni, partecipatissimo e molto sentito. Erano presenti anche l’Associazione Invalidi e Mutilati, l’Anpi, la croce Rossa Italiana, il nuovo pievano – parroco di Grottazzolina don Alfredo Giordani e ovviamente la memoria storica paesana Ennio Occhiodoro, ultimo reduce medagliato della II guerra mondiale residente nelle Marche meridionali e membro dell’Istituto del Nastro Azzurro.

“Il corteo e la cerimonia – fanno sapere dall’organizzazione – sono stati accompagnati dal concerto bandistico Città di Grottazzolina e sempre numerosa e significativa è stata la partecipazione dei bambini della V primaria e della III media, che, oltre ad animare i canti patriottici, hanno proposto articoli, poesie, aforismi e riflessioni su tre tematiche suggerite dall’associazione Combattenti: i 100 anni dalla fine della Grande Guerra, l’annessione di Trento e Trieste all’Italia e l’aspirazione alla pace.
“Grazie a tutti i partecipanti e soprattutto – il saluto e il ringraziamento di Giorgio Litantrace, presidente associazione Combattenti Grottazzolina – grazie ai bambini e ai ragazzi delle scuole e ai loro insegnanti. Proprio ai più piccoli è affidata in maniera particolare la memoria che, come ricordava Cicerone, è tesoro e custode di tutte le cose. Significativo è il fatto che la cerimonia grottese di ricordo dei caduti si svolga in un luogo chiamato ‘parco della Rimembranza’. Parlare oggi di guerra e ricordare i caduti di tutte le guerre sembra anacronistico e ci fa pensare solo a scene viste al telegiornale e molto lontane da noi, ma 100 anni fa, e ancora 70 anni fa, le scene di guerre avevano come palcoscenico anche l’Italia. Per questo i nostri antenati ci hanno lasciato il parco della Rimembranza.

Nel nome sta il senso delle cose: rimembrare significa far tornare alla memoria ed è questo un verbo molto caro anche Leopardi; per il poeta recanatese la rimembranza è il ricordo volontario. Dunque in questo parco chi è venuto prima di noi ha voluto lasciare un nome e un segno con un grande monumento per spingerci a ricordare, perché dobbiamo ricordare. Fino ad alcuni decenni fa il parco grottese aveva anche una serie di alberi dedicati ai caduti, ad ogni pianta corrispondeva il nome di un combattente. Diciamo presente all’appello del nome di ogni caduto proprio perché non vogliamo dimenticare questi “fratelli d’Italia” che hanno sacrificato anche per noi la loro vita, perché vogliamo tenere nel cuore e nella mente chi ci ha permesso di vivere oggi nella nostra Patria da liberi cittadini. E allora facciamo memoria della storia italiana e dei nostri soldati, cerchiamo di imparare dalle pagine tristi e da quelle più luminose del passato. Davvero ai ragazzi questo lascito di “rimembranza”, ma anche di impegno coraggioso: perché sono loro la nostra speranza per un futuro ricco di senso del dovere, di giustizia e di concordia. Perché loro possano diventare, come sempre il nostro grande Ennio Occhiodoro ricorda, tanti nuovi ‘combattenti per la pace'”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA