di Alessandro Giacopetti
Sabato 24 novembre in prima serata, il palco del teatro dell’Aquila sarà calcato dagli attori e le attrici che metteranno in scena Così Fan Tutte. E’ la seconda serata del cartellone lirico allestito dal Comune di Fermo. Oggi, alla sala Rollina del teatro, si è svolta la presentazione, aperta dal vicesindaco Francesco Trasatti, assessore alla Cultura: “L’Aquila di Fermo è il primo teatro che ospiterà il Così Fan Tutte, che il primo dicembre sarà di scena ad Ascoli e il 7 dicembre a Fano. Sono molto soddisfatto del riscontro positivo che ha avuto”.
Igor Giostra, presidente della Fondazione Rete Lirica delle Marche: “Così Fan Tutte è un fiore all’occhiello per la Fondazione e un capolavoro assoluto di Mozart. Da una parte mette in luce atteggiamenti legati al cinismo delle persone, dall’altra sa inneggiare all’amore vero. Nonostante l’apparente finzione portata in scena dai personaggi in maschera, in realtà la musica sottende un contenuto puro e assoluto di amore. È un bisogno di amare. I personaggi sono alter ego camuffati dei protagonisti principali dell’opera. La musica è candida, assoluta, pura, efficace, penetrante e aiuta la regia del maestro Pierluigi Pizzi che mantiene la freschezza di un opera nel corso del tempo. Siamo soddisfatti della crescita della Fondazione Rete Lirica delle Marche grazie all’impegno di tutti, tra cui l’assessore Francesco Trasatti”, ha concluso Igor Giostra.
“Fare cose buone in Italia è sempre più difficile – è la constatazione del direttore artistico Alessio Vlad – noi valorizziamo i teatri meravigliosi delle Marche, regione che ha tra le più alte concentrazioni di teatri in italia e nel mondo. Vanno vissuti anche con la produzione artistica. Importante la presenza dei giovani assieme ad un maestro come Pizzi, simbolo del teatro negli ultimi 50 anni”.
E’ Luciano Messi, direttore della Rete Lirica a ricordare: “Così Fan Tutte nasce nel 2011 in coproduzione tra lo Sferisterio Opera Festival e il teatro delle Muse di Ancona. Già allora, quindi, era evidente la volontà di collaborare. Le coproduzioni – ha tenuto a sottolineare Messi – sono fatte per aumentare il livello degli spettacoli e migliorare le produzioni nelle Marche, facendo sfruttare meglio le disponibilità che ci sono. Collaborazioni anche all’interno del gruppo di lavoro artistico e tecnico, con componenti provenienti da varie zone delle Marche che costituiscono un unico gruppo solido e affiatato”.
Lo stesso Luciano Messi ha introdotto il maestro Marco Moresco, che arriva dall’Abruzzo, come un direttore di valore. La sua presenza è il completamento del lavoro aggregativo fatto dalla Fondazione rete lirica. In passato ha insegnato al Conservatorio di Fermo. “Mi sento parte di una famiglia e ringrazio tutti, comprese le maestranze e i componenti dell’orchestra. Così Fan Tutte è una opera con una esecuzione complessa attraverso la quale Mozart porta in scena un tema attuale”.
A chiudere il discorso è Pierluigi Pizzi, regista, che ha detto di tornare a Fermo “volentieri perché sono stato ben accolto e incoraggiato. Vorremmo che l’attività teatrale fosse più capita e sostenuta visto che noi portiamo un teatro etico che non spreca denaro, ma che al tempo stesso non rinuncia a niente.
Così Fan Tutte tratta il ‘virus amadeus’ – lo definisce il regista – che prima o poi ha colpito tutti e da cui non si guarisce. Opera che ho affrontato la prima volta al teatro alla Scala di Milano alla fine degli anni Sessanta ma che è ancora attualissima, se pensiamo che è riferita al periodo del Settecento. Il testo in questa commedia è importantissimo perché va recitato. Occorre dare peso ad ogni battuta affinché il pubblico capisca tutto nel corso della sua durata di 2 ore e 45 minuti”. Entrando poi nello specifico del tema, Pizzi afferma: “Le scene di seduzione sono esplicite e forti. Noi le portiamo in scena come sono scritte, con il loro grande senso di libertà e gioia di vivere. Il sublime dell’opera passa attraverso alcuni momenti, tutto il resto è molto carnale e sensuale. Fin dall’inizio non di capisce chi è innamorato di chi e le conclusioni sono le più ambigue del mondo. Tutto, però, giocato con molta ironia”, conclude il regista Pierluigi Pizzi.















