
di Andrea Braconi
Il modello Sprar funziona. Una convinzione, basata su numeri ed analisi reali, che il consigliere comunale Nicola Pascucci ha voluto ribadire in occasione dell’incontro “Communitas. Un calcio d’inizio per l’integrazione”, tenutosi nella sede della Fattoria Sociale di Montepacini. Intervenuto a nome dell’Amministrazione comunale di Fermo, Pascucci è partito dalla posizione espressa a larghissima maggioranza dal Consiglio comunale (LEGGI QUI) in occasione della votazione di un documento nel quale, oltre alla solidarietà al sindaco di Riace Mimmo Lucano, si evidenziava la necessità da parte dell’Anci di impegnarsi, come recita il testo, “alla presentazione di emendamenti al testo del Decreto Legge n.113/2018 e di eventuali ed ulteriori provvedimenti di legge in modo che le buone pratiche messe in atto, seguendo il modello Sprar (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati, ndr) in molti comuni italiani, possano essere mantenute in vita pienamente e concretamente”.
“Quel documento è il frutto della sintesi delle due mozioni presentate dai consiglieri di minoranza Rossi, Torresi e Marrozzini – spiega Pascucci -: da un lato la vicinanza al primo cittadino di Riace, dall’altro l’impegno del nostro sindaco di riportare in sede Anci la necessità di rimettere i fondi per gli Sprar che invece il Governo, Salvini in particolare, ha deciso di tagliare. Entrambe sono state riassunte in questo documento dietro proposta della maggioranza, accolta dagli esponenti dell’opposizione. Da elogiare il grande lavoro di tessitura fatto dal nostro capogruppo Gionata Borraccini”.
Pascucci sottolinea come nella città capoluogo il progetto Sprar sia partito nell’agosto 2015, pochi mesi dopo l’insediamento della Giunta Calcinaro. “Nel testo abbiamo sottolineato cosa fa lo Sprar di Fermo e come questa Amministrazione abbia attuato dei progetti di volontariato in azioni di recupero sulla bocciofila di via Crollalanza e sulla Cops, dando possibilità di lavoro ad alcuni ragazzi dello Sprar”.
Da ricordare come a Fermo sia presente anche il sistema dei Cas (Centri di Accoglienza Straordinaria) e, soprattutto, come numericamente sia uno dei Comuni che accoglie di più. “Ma accogliente Fermo lo è da sempre, con tantissime iniziative del Terzo Settore e con Montepacini come stella polare. Quanto allo Sprar, dal punto di vista della sicurezza è il sistema che garantisce le migliori risposte, perché integra e integrando smina diverse problematiche”.
Sulla situazione che ha coinvolto Mimmo Lucano, il consigliere Pascucci non esita a sottolineare come questa storia parta dal 1998, quando ancora gli Sprar non esistevano. “L’idea di fondo ha il nostro sostegno, indipendentemente dal percorso giudiziarie. Ricordo solo che dalle 7 accuse iniziali si è arrivati a 2, creando un quadro diverso rispetto all’inizio. Nel massimo rispetto per l’azione della Magistratura e nel giusto percorso in cui se c’è stata una irregolarità questa vada giustamente sanzionata, resta la solidarietà al modello Riace, uno Sprar antesignano che funziona. Fermo, grazie a tantissime associazioni, è accogliente e protesa verso queste realtà e l’evento di oggi a Montepacini è ossigeno puro. Qui si è parlato soprattutto di lavoro ed è matematicamente provato come questo sia un metodo di integrazione che funziona e che dà sicurezza”.
E nel documento approvato a fine novembre dall’Assise comunale, viene anche sottolineata l’esperienza della Save The Youths Montepacini, la squadra di calcio che vede coinvolti giovani africani, i loro operatori e altri 3 ragazzi disabili. “Una realtà che unisce Fermo a Porto San Giorgio, due paesi che hanno dimostrato di sapersi aprire. I ragazzi si allenano a Porto San Giorgio, giocano a Fermo, sono coinvolti gli Sprar dei due Comuni: questa è una cosa che ci inorgoglisce”.
L’ultima riflessione è di carattere politico, “nel senso più nobile del termine”, come tiene a precisare Pascucci. “Quando la minoranza ci stimola in maniera costruttiva, oltre ad aprirsi alle nostre proposte, fa il bene della città e della comunità fermana. Lo scopo finale è sostenere progetti come questi, che danno anche possibilità di sviluppo. Perché, come dice anche Lucano, l’integrazione fatta in maniera intelligente è motore di uno sviluppo vero”.
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