Una giornata quanto mai significativa quella di ieri, 14 dicembre,  per la comunità di Castorano di Smerillo che ha accolto con estrema gioia l’Arcivescovo.  Mons. Rocco Pennacchio ha celebrato la santa messa nella piccola chiesa seicentesca di San Pietro Martire. Una chiesa che era, in passato, punto di riferimento religioso ma che oggi quasi nessuno conosce.

La grande tela sopra l’altare rappresenta San Pietro e San Biagio. Nei primi mesi dell’anno era consuetudine organizzare una festa proprio in onore a San Pietro Martire. Negli anni ’90, la piccola chiesa è stata ristrutturata completamente ed è stata riabilitata all’uso del culto con una messa celebrata da Don Nicola Del Gobbo, di Smerillo. Nella frazione di Castorano abitano oggi, circa, 13 famiglie, di cui tre straniere.

Dopo la messa, gli abitanti hanno ringraziato Monsignor Pennacchio con un aperitivo: “È bello vedere che il vescovo dedica tempo a queste piccole realtà dimenticate da tutti – racconta un’abitante della frazione – La sua presenza questa sera è come una bella boccata d’aria fresca. Per un attimo abbiamo fatto un salto nel passato, quando ogni occasione era una festa. Un altro ringraziamento va al nostro parroco Don Giordano che, da quando è arrivato, non ci ha abbandonato mai.”.

Di Castorano era anche Carlo Iezzi, un coltivatore diretto, molto affezionato a questa chiesa e alla sua terra. Nel tempo libero si dedicava a mettere in rima i pensieri che ripercorrevano il suo passato e l’ambiente del paese in cui aveva vissuto. Era l’ideatore delle feste e ad ognuna aveva dedicato una poesia; tra esse anche “Castorano di Smerillo paisittu anticu” tra le cui rime si può leggere: “…C’è una chiesetta cinquecentenale con quattro Santi che osserva la zona. Tutti contenti che la jiente è bona. C’è una campanella co’ un sonu naturale dice che protegge da lu temporale. Se ve’ la grandine e sona la campana, essa co’ la virtù ce la te’ lontana. Sta vecchia usanza che c’è sempre stata Ogni temporale era tutta ‘na sonata. San Biagio e protettore della gola Quando se magna issu ce sta a guarda’. A chi glie se rempone, jie lo fa cala’. C’è la Madonna co’ lu Bambinellu Co’ tanta grazia sta sempre a spetta’. Ce vo’ su a tutti, che jimo a prega’. San Giovanni Battista guarda a tutti. Chi sa se jie parimo belli o brutti? Se ce mettimo a destra o a sinistra, issu sta sempre prontu a dà na vista. Po’, c’è San Pietro che è lu protettore, un omo forte, era un pescatore… Sta regge co’ le ma’ lu paisittu e con amore se lu tene strittu. Oh bona jente, jiamoli su a prega’ perché li cari Santi sta sempre a spetta’ e tanto li duvimo ringrazia’. Se simo tristi po’ cambia’ pensata San Pietro ce po’ dà na capotata. Evviva la chiesetta co’ li Santi e nu li ringrazimo tutti quanti.”

(Si ringrazia Valentina R. Clenciu per il contributo fotografico)

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