
“Cogliamo l’occasione per riflettere sulle giuste lamentele dei commercianti di Corso Cavour, abbandonati, come del resto tutte le tante periferie cittadine, da questa giunta comunale”. Il capogruppo di Io Scelgo Fermo Pasquale Zacheo torna sulle scelte natalizie dell’amministrazione comunale, sulla volontà di concentrare tutto in piazza del Popolo e discapito degli altri quartieri della città partendo da Corso Cavour.
“Appare indubbiamente paradossale la condizione di via Cavour – spiega Zacheo – una delle principali vie della città, ove peraltro, al di là della presenza della Prefettura e del Palazzo di Giustizia, ancora operano un ultimo manipolo di eroici commercianti di un centro cittadino che non viene considerato tale da Calcinaro e company, nonostante i pochi metri che lo separano da Piazza del Popolo. Una Piazza allestita a parco dei divertimenti e per la quale si spendono, in barba alla sempre più difficile situazione di bilancio, centinaia di migliaia di euro, senza alcun criterio di economicità e buon governo. Al di là dello scempio al cospetto di una delle più belle piazze marchigiane, si osserva come a pochi metri dallo scintillio e dalle luci, pare avventurarsi in una zona, lontana anni luce da quella realtà, buia, malcurata e abbandonata al degrado, con sampietrini divelti dal manto stradale e buche sempre più profonde. Se poi si percorre via Cavour e si arriva poco più in là nei pressi della piscina comunale, ci si imbatte, ormai da anni, in una favelas, con gente accampata nelle roulotte, in assurde e pericolose condizioni igienico-sanitarie. E’ tutto sotto gli occhi di tutti (vedasi foto)”.
Zacheo che chiede risposte: “E’ altrettanto sotto gli occhi di tutti ciò che da anni avviene per gli appalti connessi agli allestimenti di piazza. Solo dopo il nostro intervento, guarda caso, sono stati resi pubblici gli atti delle folli spese natalizie e dei relativi appalti. Spendiamo oltre 100 mila euro. Visti i costi della pista di ghiaccio a Fermo, il noleggio dei pattini per i nostri ragazzi dovrebbe essere gratuito, non solo per quest’anno ma anche per le prossime festività. La questione dell’appalto: anche quest’anno, l’allestimento della pista è stato affidato, per la quarta edizione consecutiva, alla medesima Associazione Sportiva. La quinta per l’Assessore Trasatti, che l’aveva voluta anche per la sua precedente esperienza assessorile. L’anno scorso, dopo i problemi avuti nel 2016, considerando che detta Associazione non aveva i requisiti previsti dal Codice degli Appalti, la stessa era stata invitata direttamente, con modalità davvero sorprendenti. Era stata infatti invitata a presentare un progetto con una raccomandata postale ricevuta il 13.11.2017, ma già nella giornata dell’08.11.2017 era stata in grado di presentare il progetto al protocollo del comune. I potenti mezzi della comunicazione comunale sono davvero sorprendenti, riescono persino ad anticipare le inutili raccomandate postali. Quest’anno la stessa Associazione ha potuto partecipare alla gara grazie ad un requisito aggiunto dall’ente comunale, ma non previsto dal Codice degli appalti. Infatti, il Codice, all’art.83, peraltro espressamente citato negli atti di gara del Comune, ai fini della sussistenza dei requisiti prescrive in capo all’impresa la particolare capacità professionale e l’iscrizione nel “registro della camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura o nel registro delle commissioni provinciali per l’artigianato, o presso i competenti ordini professionali”, invece si scopre a Fermo che se sei un’associazione sportiva, puoi ugualmente partecipare alle gare di appalto, l’importante avere un codice fiscale o una partita iva. Ma non è tutto. Le hanno infatti consegnato i lavori in urgenza prima della aggiudicazione definitiva, avvenuta solo il 30.11.2018, a distanza di circa due settimane dall’inaugurazione, e prima ancora dei 35 giorni previsti dopo la stessa aggiudicazione. Probabilmente una chiave di lettura a queste sorprendenti procedure la si rinviene nelle altrettanto sorprendenti dichiarazioni pubbliche dell’Assessore Trasatti: “Pista che vince non si cambia”. Qualcuno forse dovrà spiegare a qualcun altro che la scelta dei fornitori non dipende dagli assessori di turno, ma dalle gare pubbliche di appalto”.














