La Strada Provinciale 112 Val d’Ete rappresenta da sempre molto più di un semplice nastro d’asfalto per l’entroterra fermano. È una vera e propria arteria vitale, una spina dorsale che connette quotidianamente il cuore collinare e montano della provincia con il capoluogo Fermo e con la costa. Una strada che racchiude in sé un potenziale straordinario in termini economici, sociali e turistici, ma che da tempo e ancora oggi si trova a fare i conti con varie criticità fra cui alcuni restringimenti e un cedimento ormai tristemente “storico “localizzato nel breve tratto fra il km 9 e il km 11, legati a un fragile equilibrio idrogeologico che non può essere ignorato.

E oggi arriva la presa di posizione dei sindaci di Monsampietro Morico, Montottone, Montelparo, Santa Vittoria in Matenano, Belmonte Piceno e Monteleone di Fermo che si uniscono in un appello «rivolto alle istituzioni superiori di investire nella risoluzione di questo specifico nodo idrogeologico. Si prevede uno sforzo economico tutto sommato contenuto se rapportato ai benefici che ne deriverebbero».

Ma andiamo per ordine, partendo dalla missiva dei sindaci, una sorta di lettera aperta: «Per comprendere l’importanza della Sp 112 Val d’Ete, basta osservare chi la percorre ogni giorno. C’è il mondo del lavoro pendolare: tanti cittadini che dai borghi dell’entroterra si spostano verso i centri nevralgici della costa e verso Fermo. C’è il mondo produttivo, rappresentato dal transito costante di mezzi pesanti che riforniscono le eccellenze manifatturiere della zona, come la Bmb, solida realtà dell’industria metalmeccanica locale, e che necessitano di collegamenti efficienti per garantire la competitività del territorio. Accanto a questa economia pulsante, la sp 112 vive una tradizione legata al turismo e al benessere: è una delle rotte preferite dai ciclisti, attratti dai panorami sulle colline, ed è frequentata da passanti e visitatori che cercano la bellezza dei piccoli borghi. Una convivenza importante, che rende però il tema della sicurezza stradale una priorità assoluta».


I sindaci, nella loro lettera, parlano anche di un «nodo di Monsampietro Morico: la priorità del dissesto idrogeologico. La principale criticità, ben nota a chi frequenta la zona, si concentra in un breve tratto stradale nel territorio ricadente sotto il territorio di Monsampietro Morico. Qui, la fragilità idrogeologica del terreno ha causato nel tempo cedimenti e deformazioni della carreggiata, trasformando questo segmento in un punto a costante rischio di pericoli e incidenti per automobilisti e autotrasportatori. I piccoli Comuni del comprensorio, pur con tutta la buona volontà, non dispongono delle risorse economiche e delle competenze tecniche necessarie per affrontare un intervento di ingegneria strutturale di questa portata. Per questo motivo, la messa in sicurezza definitiva e il necessario ampliamento di questo breve ma fondamentale tratto stradale sono visti oggi come un atto non più rinviabile».

Da qui, dunque, l’appello unanime dei sindaci del territorio. davanti a questa situazione, i primi cittadini dell’Alta Val d’Ete hanno deciso di «fare squadra, unitamente agli altri che giustamente chiedono un miglioramento di tutta la sp 112 fino alla costa per rendere più fluido e sicuro il traffico». Superando i confini comunali per dare voce a un’esigenza collettiva i sindaci, come riportato nella lettera, di Monsampietro Morico, Montottone, Montelparo, Santa Vittoria in Matenano, Belmonte Piceno e Monteleone di Fermo chiedono in un appello «unanime, forte e propositivo, rivolto alle istituzioni superiori di investire nella risoluzione di questo specifico nodo idrogeologico. Si prevede uno sforzo economico tutto sommato contenuto se rapportato ai benefici che ne deriverebbero. Mettere in sicurezza la Val d’Ete significa garantire l’incolumità di chiunque si metta in strada (lavoratori, turisti, residenti), sostenere il settore primario e secondario, agevolando il trasporto merci e il passaggio dei mezzi pesanti a servizio delle imprese, valorizzare il settore terziario e il turismo, rendendo l’entroterra fermano più accessibile, accogliente e sicuro per il cicloturismo e i visitatori»

E andando verso il tavolo regionale, la speranza di una svolta. L’appello dei sindaci, infatti, non rimarrà una richiesta su carta. «Le amministrazioni locali si presenteranno unite al prossimo incontro in Regione Marche dedicato specificamente alla viabilità del territorio. «L’obiettivo è chiaro: sensibilizzare la Provincia e la Regione affinché si assumano la responsabilità di un intervento strategico, inserendo la messa in sicurezza e l’ampliamento della provinciale Val d’Ete tra le priorità infrastrutturali della programmazione dei lavori pubblici. La speranza, condivisa dall’intera comunità dell’Alta Val d’Ete, è che questo fronte comune non passi inosservato e che l’incontro possa sancire l’avvio di una nuova stagione per la SP 112: non più strada simbolo di fragilità, ma modello di una viabilità moderna e sicura, capace di unire l’entroterra e la costa sotto il segno dello sviluppo sostenibile».

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