
di Andrea Braconi
Il sindaco Calcinaro e la sua maggioranza prendano le distanze da chi li invita a non applicare il Decreto Salvini: è la richiesta di Gianluca Tulli, consigliere comunale della Lega, e Mauro Lucentini, coordinatore provinciale del partito.
Una mancata applicazione che, ribadiscono i due, equivarrebbe ad una bocciatura politica del governo guidato dalla stessa Lega e dal Movimento 5 Stelle. “Un governo – affermano – apprezzato dalla maggioranza degli Italiani, che a pochi mesi dalla sua nascita fa ciò che ha promesso in campagna elettorale, e che spaventa; quindi parte l’offensiva della sinistra, ai minimi storici come gradimento, attraverso una campagna mediatica martellante e piena di falsità”.
Falsità che secondo Tulli e Lucentini hanno riguardato la legge di bilancio, la diminuzione delle pensioni, il decreto per le zone terremotate e la rimozione delle macerie. “Da ultimo – aggiungono – si cerca di strumentalizzare l’Anci affinché i sindaci non attuino il Decreto Salvini. La sinistra paladina, a parole, della morale non vuole far applicare una legge dello Stato, legge realizzata da un Governo legittimato dal voto dei cittadini, contrariamente ai Governi Monti, Letta e Renzi. Gentiloni, che nessuno ha votato, e che ha portato il caos, in tema di sicurezza e immigrazione. Legge promulgata dal presidente della Repubblica, tanto elogiato dalla sinistra. Anche a Fermo si tenta di fare ciò, tirando per la giacca il sindaco affinché non applichi il Decreto Salvini”.
Tulli e Lucentini ripercorrono la questione, parlando di aumento esponenziale dell’immigrazione nel periodo 2013-2017. “I dati ufficiali parlano di 700.000 mila arrivi censiti e si stima che un altro terzo non sia censito. Gente di cui non conosciamo nulla, se sono persone per bene, delinquenti, terroristi e dove siano. Di questi 700.000, solo il 10-12 % ha diritto di protezione internazionale, ad asilo politico, perché provenienti effettivamente da Paesi in guerra e da persecuzioni politiche. Solo in Italia e in nessuno altro Stato al mondo esiste un ulteriore grado di accoglienza umanitaria, nata nel 1996 sotto il Governo Prodi”.
Il tutto, sottolineano, per una spesa di circa di 5 miliardi di euro annuo, come previsto nei bilanci dei Governi precedenti. “Una, mini manovra finanziaria e sappiamo bene a chi finivano e finiscono in parte questi denari: a cooperative e a società che lucrano e sfruttano questi migranti. Le cifre ufficiali parlano che per ogni migrante in permanenza umanitaria, senza che poi si arrivi al permesso ufficiale, sia costato 25.000 euro ovvero più di mille euro al mese, quando abbiamo pensioni sociali al di sotto dei 500 euro o pensioni per invalidità ancora più basse a cui fortunatamente questo Governo a messo mano; questa era una ingiustizia ed una vergogna per uno Stato come l’Italia”.
“Con la diminuzione degli sbarchi (23.126 nel 2018; 118.063 nel 2017; 178.814 nel 2016; secondo i dati al 14 Dicembre 2018) oltre ad aver dimezzato le morti in mare – affermano – si è già avuto un risparmio di circa 1 milione di euro, di cui 400.000 euro di risorse messe per incrementare le forze di polizia ed i pompieri”.
Altro affondo sulla mozione presentata dai consiglieri Rossi, Torresi, Marozzini. “Stiano tranquilli i proponenti e tutta la parte politica perché coloro che sono inseriti negli Sprar finiranno il loro corso con i tempi ed i finanziamenti già previsti, dall’entrata in vigore del decreto. Gli Sprar continueranno ad esistere specificatamente per i minori non accompagnati e chi gode di protezione internazionale. Quindi maggiore attenzione e maggiore cura proprio per chi ha diritto di essere accompagnati ad una corretta integrazione. Come pure stiano tranquilli i proponenti quando affermano che di fatto si favorisce i centri di accoglienza straordinaria (Cas, Cara) di difficile gestione. La difficile gestione la si è avuta fino ad oggi per un scellerata politica sull’immigrazione di fatto incontrollata. Già in questi mesi di governo con il ministro Salvini si è avuto una diminuzione nei centri di 20.000 unità, che gravano sui cittadini italiani. L’azione quindi va nella direzione di mettere controllo e ordine dove c’è spreco e dove spesso ci sono ruberie. Un esempio: le procure di Gela, Marsala e Catania di poche settimane fa, che hanno portato a galla, con tanto di arresti, un sistema che sfruttava i poveri migranti ed i minori, tenendoli come bestie incassando da 35 euro a 45 euro se minori dalle Prefetture e spendendone solo 3. Riguardo al divieto di iscrizione anagrafica per i richiedenti asilo, le affermazioni che le ‘ragioni umanitarie’ si oppongono al Decreto Sicurezza, slogan lanciato dal sindaco di Palermo, anch’esse sono campate per aria. Resta garantito ogni beneficio di assistenza sanitaria, ma contemporaneamente è impedita ogni ulteriore pretesa di godimento di benefici sociali riservati ai residenti, come ad esempio l’inserimento in graduatorie per alloggi pubblici. Chi afferma il contrario, dice una falsità”.
Una stretta economica per il sistema di accoglienza (che passa dai 35 euro medi per ogni richiedente a 19 euro per gli adulti e 26 euro per i minori) che secondo i due esponenti leghisti non piace ad associazioni e cooperative sociali che si occupano dei centri di accoglienza.
Infine, i punti salienti del decreto, snocciolati da Tulli e Lucentini: “Richiesta asilo politico respinta se si compiono reati come, violenza sessuale, spaccio, aggressione a pubblico ufficiale, furto e lesioni; abolizione protezione umanitaria, sostituita da un provvedimento immediato innanzi alla commissione territoriale per il riconoscimento della protezione internazionale; trattenimento nei centri per il rimpatrio passa da 90 a 180 giorni; revoca della cittadinanza se è un pericolo per lo Stato, anche se ha sposato un/a italiano/a; patrocinio gratuito abolito se il ricorso del migrante al diniego è ritenuto inammissibile; fondi per i rimpatri 500.000 euro nel 2018, 1,5 milioni nel 2019, 500.000 nel 2020; gli Sprar potranno accogliere solo i minori non accompagnai e chi ha già avuto la protezione internazionale, non potranno più accogliere i richiedenti asilo”.














