Una manifestazione pacata ma dai toni decisi, quella andata in scena oggi pomeriggio a Fermo, prima davanti alla Prefettura e poi su fino alla piazza.
Ad organizzarla le segreterie provinciali delle principali sigle sindacali di Polizia. Il pomo della discordia? Ormai arcinoto: la mancanza di rinforzi alla questura e alla Polizia stradale per l’estate.
Una protesta, chiamiamola per quello che è, moderata. Come si addice a chi indossa una divisa, e che quella divisa non sveste mai del tutto nemmeno a turno finito. Ed infatti la richiesta a gran voce che i poliziotti sindacalisti oggi hanno voluto rivolgere al prefetto Edoardo D’Alascio e al questore Eugenio Ferraro è proprio quella di farsi sentire ai piani alti per avere rinforzi certamente utili ad alzare l’asticella della sicurezza nel Fermano, segnato da troppi reati e da un clima che definire incandescente è dire poco, con risse, scorribande, vandalismo, e chi più ne ha più ne metta, ma anche utili a garantire condizioni di lavoro più umane per gli agenti già presenti nel Fermano.
«L’iniziativa nasce infatti – spiegano i sindacalisti in divisa – per difendere la sicurezza dei cittadini, la dignità dei poliziotti e il futuro della Questura di Fermo e della Polizia Stradale, accendendo i riflettori sul tema, ormai critico, della sicurezza nel territorio provinciale. La mobilitazione si è resa necessaria a seguito delle ripetute e dettagliate segnalazioni inviate da tutte le sigle sindacali, rimaste finora senza risposte concrete da parte delle Istituzioni. A fronte di questa gestione non più sostenibile, chiediamo subito rinforzi straordinari per la Questura di Fermo e per la Sezione della Polizia Stradale; l’immediato blocco delle aggregazioni in uscita del personale della Questura di Fermo verso altre sedi; il ripristino di un organico adeguato alle reali esigenze del territorio fermano; la nomina del Vicario del Questore, figura chiave ancora mancante; il potenziamento del personale civile dell’amministrazione dell’Interno. Basta tagli, basta indifferenza. La sicurezza dei cittadini e l’incolumità degli operatori della Polizia di Stato non possono essere considerate questioni secondarie».










































