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Laboratorio civico all’attacco sull’Imu per le piattaforme: “Che problema c’è a stabilire quanto debbono versare?”

PORTO SANT'ELPIDIO - Felicioni e il suo gruppo critici sulla questione dell'Imu da versare per i proprietari delle piattaforme petrolifere. "L'accordo firmato solo perchè lo ha voluto Edison, andava inserito un riconoscimento dell'imponibile per le somme future"
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“È abbastanza singolare che un assessore al bilancio dichiari di non sapere quali cifre il Comune deve incassare dal maggior contribuente privato del paese. Le modifiche normative cui si fa riferimento e la giurisprudenza di legittimità, che hanno consentito l’accordo con la Edison spa, sono più che sufficienti per determinare l’Imu dovuta dalla società petrolifera anche per gli anni successivi al 2015, dei quali almeno due sono già trascorsi e accertabili”. Lo fa notare il Laboratorio civico guidato da Alessandro Felicioni, che torna sulla questione dell’imposta sugli immobili dovuta dalla proprietà delle due piattaforme petrolifere a largo di Porto Sant’Elpidio. Ieri l’assessore al bilancio Emanuela Ferracuti è intervenuta per spiegare come non vi sia certezza nè sul versamento dell’Imu sulle piattaforme per gli anni a venire, nè sul quantum della somma dovuta.

Secondo i civici, invece, “l’imposta riconosciuta dalla Edison spa per il 2015 è pari a circa 370 mila euro ed è stata determinata sulla base dei valori contabili dei manufatti pacificamente assoggettati a tassazione. Abbiamo il valore dei beni così come comunicato dalla Edison, sappiamo quali di questi beni possono essere considerati imponibili, non comprendiamo quale sia il problema per determinare l’imposta annuale”.

Per Felicioni e il suo gruppo il problema è a monte. “Edison solo alcuni mesi fa ha ottenuto da parte della commissione regionale la possibilità di non pagare fino alla conclusione del contenzioso. Dopo tale parziale successo ha invece acconsentito ad un accordo con il Comune andando a definire puntualmente il dovuto sulla base delle pronunce giurisprudenziali e della normativa di riferimento. Segno evidente di una scelta strategica di chiudere i contenziosi, come in effetti sta accadendo in tutta Italia. Allora perché non approfittarne? Perché non inserire nell’accordo un riconoscimento, da parte di Edison, della base imponibile utilizzata per la definizione da applicare anche al futuro, fatte salve modifiche normative? Perché non chiedere di accatastare i manufatti e dar loro una rendita sulla quale calcolare, pacificamente, l’imposta?”

Un discorso dunque di carattere politico che spetterebbero all’amministrazione Franchellucci. Scelte ed interventi che il Laboratorio avrebbe: “Apprezzato da parte dell’assessore competente; l’accordo è frutto della tenacia dei dirigenti del comune e, soprattutto, dalla volontà di Edison senza la quale nulla si sarebbe fatto, come dimostrato dai quindici anni in cui ci hanno tenuto sotto scacco. Sugli incassi, poi, si continua a non dire che le somme introitate non sono 4,3 milioni ma solo 2,3, visto che due milioni erano già stati versati in precedenza. Non si dice che ci sono le spese legali, restate a carico del Comune. Non si dice nemmeno che l’accordo porta con sé una differenza di circa 30 mila euro da versare alla Assoservizi, società che all’epoca operò la consulenza anche e soprattutto per la valutazione dei manufatti. Assoservizi che ha già incassato più di 600 mila euro. Anche qui, se è vero come è vero che l’accordo è basato sui valori contabili dei manufatti, appare chiaro che la necessità della consulenza di Assoservizi viene del tutto ridimensionata, visto che la base imponibile determinata con l’ausilio della società di servizi non è servita. Questo dovrebbe costituire un argomento più che valido per stralciare almeno il saldo di trenta mila euro richiesto se non, addirittura, per ridimensionare anche quanto già versato”.

 

Piattaforme Edison, l’assessore Ferracuti frena: “Nessuna certezza sui pagamenti futuri”


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