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Agostini (FdI) punta l’indice
contro la Regione: «La costa
così concepita non tutela, anzi»

PORTO SAN GIORGIO - Il capogruppo FdI punta l'indice su fascia di rispetto e coperture finanziarie per interventi anti-erosione. "Spero che i sindaci, specie quelli più vicini ai colori della giunta regionale, abbiano avuto il coraggio di osare fuori dalla disciplina di partito osservazioni tecniche tese ad evidenziare le problematiche economico-sociali che il piano porta"
mercoledì 9 Gennaio 2019 - Ore 16:41
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Andrea Agostini

“Regione Marche, la costa così concepita non tutela, anzi”. E’ la critica rivolta dal capogruppo comunale FdI di Porto San Giorgio alla Regione. Agostini incentra il suo j’accuse sul Piano di Gestione integrata zone costiere: 
“Il 9 gennaio 2018 scadono i termini per la presentazione delle osservazioni al Piano di Gestione Integrata Zone Costiere (Piano Gizc) predisposto dalla giunta regionale.
Il Piano, così come concepito, avrà un enorme impatto non solo sul territorio, ma anche sull’economia regionale, già messa in ginocchio dalla crisi e dall’assenza di un’efficace politica di supporto alle attività produttive ed in particolare a quelle del turismo.
Il Piano si pone l’obiettivo di tutelare la costa principalmente attraverso l’introduzione di normative assai stringenti.
Certamente l’obiettivo di proteggere le zone costiere di per se stesso è condivisibile, ma non i modi e i mezzi con cui la giunta regionale interviene.
La prima criticità è data dal fatto che viene istituita una fascia di rispetto, a partire dalla battigia, di  100 metri lineari all’interno della quale è praticamente vietato qualsiasi intervento, compresi addirittura gli interventi di urbanizzazione primaria e secondaria, la realizzazione di infrastrutture e di impianti e ciò anche per pubblici servizi.
Il divieto colpisce in particolare anche le strutture ricettive all’aperto, campeggi e villaggi turistici, dove è vietata persino l’installazione di manufatti leggeri, anche prefabbricati, come pure di strutture di qualsiasi genere, come roulotte, camper, case mobili, imbarcazioni, interventi che invece sono stati liberalizzati dal governo Renzi nel 2015 (D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, art.3 lett.e) 5), modificato dall’art. 52, comma 2, legge n. 221 del 2015).
Sul litorale marino è pertanto ammessa la sola realizzazione di opere e/o manufatti stagionali per attività turistico ricreative. In sostanza le strutture devono essere montate all’inizio di stagione e smontate a fine stagione e l’arenile deve risultare sgombro da ogni struttura. Tutto ciò quando invece il Codice della Navigazione prevede invece che le strutture possano restare a condizione che siano di facile rimozione. L’applicazione di questa norma porterà inevitabilmente alla scomparsa delle imprese turistico balneari con uno stravolgimento socio economico inimmaginabile.
Deve inoltre dirsi che l’istituzione di una fascia di rispetto non evita o limita l’erosione. Occorre realizzare e rafforzare le barriere di difesa perché solo così si evitano i danni alle attività ed alle infrastrutture.
Solo la prevenzione consentirà di limitare in futuro i costi di intervento, che gravano ogni anno sul bilancio regionale e che risultano sempre più difficili da sostenere.
Infatti se è vero che sono previsti interventi per 288,35 milioni di euro, ebbene di questi solo 59,58 milioni hanno copertura certa, mentre 140,59 milioni hanno una copertura solo ipotizzata e addirittura ben 88,18 milioni sono senza copertura finanziaria.
Insomma sembra proprio che la Regione affidi abitanti e operatori alla buona sorte, se davvero ritiene una riga diritta su di un foglio a dire che oltre non si fa più nulla sia sufficiente alla tutela della costa.
Immagino che questo Piano sia stato il risultato dello scarso coinvolgimento delle parti politiche e sociali e specie degli operatori che, se interpellati, avrebbero potuto apportare un contributo significativo.
Non resta che sperare che i sindaci, specie quelli più vicini ai colori della giunta regionale, abbiano avuto il coraggio di osare fuori dalla disciplina di partito osservazioni tecniche tese ad evidenziare le problematiche economico-sociali che questo Piano, così come oggi congegnato, porta in dono al nuovo anno“.


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