
di Pierpaolo Pierleoni
Forza Italia è pronta a indossare i gilet azzurri e a scendere nelle piazze. Presentata stamattina al Piccolo Aragno di Porto Sant’Elpidio la mobilitazione del partito, che domani sarà presente con dei banchetti a Fermo, davanti al centro commerciale Il Girasole, e in piazza Garibaldi a Porto Sant’Elpidio. C’erano l’on. Simone Baldelli, il sen. Andrea Cangini, il commissario regionale Marcello Fiori e la capogruppo in Consiglio regionale Jessica Marcozzi. “Più tasse meno lavoro” e “Giù le mani dalle pensioni” gli slogan impressi sui gilet.
“Ci mobilitiamo contro un governo gialloverde e una manovra economica che portano il Paese verso la recessione – esordisce Marcozzi – Cala la produzione industriale, frena vistosamente l’export, tutti i dati sono negativi, è sparità la riduzione delle tasse alle imprese che era la priorità del programma del centrodestra. Con Quota 100 e Reddito di cittadinanza non si crea occupazione. Le Marche sono fuori dall’agenda di governo, il Fermano è completamente abbandonato. Sono serviti 6 mesi a Di Maio per firmare l’area di crisi per il calzaturiero, ma sono stanziati appena 5 milioni, i bandi per l’area del cratere sono ancora fermi. Ancora peggio dei governi del Pd”.
Il deputato Baldelli ritiene il reddito di cittadinanza “una spesa pubblica improduttiva, la negazione della Repubblica, che è fondata sul lavoro e non sul reddito. La manovra del Governo fa debito e non investe. Avevamo proposto di rendere automatico il bonus sociale per le bollette, ci hanno detto no”. Poi l’affondo sulle aree terremotate e il commissario alla ricostruzione Farabollini. “Per fortuna sono riuscito a mettere 85 milioni di euro per le zone terremotate votato da tutti i gruppi parlamentari, ho scritto io l’emendamento e sono andati a cercare altri firmatari. Ora attendo di sapere dal Commissario alla ricostruzione come li spenderà. In Commissione parlamentare ha presentato un documento sulla ricostruzione privata intitolato ‘Tra il lusco e il brusco’. Questo è il rispetto per le istituzioni che nutrono sia gli eletti che i tecnici scelti da questo Governo”.
Il parlamentare è critico anche per la volontà di introdurre referendum propositivi con 500.000 firme, anche attraverso raccolte su piattaforme on line. “La partecipazione si esercita col voto – puntualizza Baldelli – Questa è una strada a metà tra ignoranza e pericolosità che porterà al disastro. Se domani investo su una piattaforma tipo Rousseau, mi metto a raccogliere firme per referendum su tre questioni di pancia, come castrazione chimica agli stupratori, reato di vitalizio, zero accise sulla benzina, raccogliere milioni di firme online è uno scherzo, poi fondo il mio partito e arrivo tranquillamente al 10%. Questa è la deriva della democrazia. Ma facciano attenzione, perchè chi gioca con la Costituzione l’ha sempre pagata cara”.
Il senatore Andrea Cangini stigmatizza “l’attacco sistematico alla stampa, che rientra in un disegno demagogico al servizio dei veri poteri forti, che oggi sono i giganti del web a cui il M5S è asservito. Demolire la stampa cartacea e spingere per le chiusure domenicali nei negozi non è casuale. Quella dei gilet è un’iniziativa per richiamare l’attenzione. Oggi si fa solo propaganda. Dire ‘prima gli italiani’ è retorica vuota se non mettiamo al primo posto i terremotati. Invece tutte le nostre proposte in materia vengono rigettate. Le Marche sono in crisi più di altri territori perchè sono scollegate dal mondo, non hanno le infrastrutture per essere competitive. La Lega, delegando la politica economica ai 5 stelle, si è presa una responsabilità grave, così prevale una logica bertinottiana di redistribuzione del denaro, non mirata allo sviluppo”.
Chiude il commissario regionale di Fi Marcello Fiori, che ricorda la ricorrenza dei 25 anni dalla nascita di Forza Italia. “I nostri valori di libertà, tutela delle imprese, scommessa sul saper fare e sul merito, sono ancora attuali. Non siamo quelli delle piazzate, ma l’Italia del Sì, che vuole infrastrutture, concretezza, meno burocrazia”. Fiori assicura il sostegno del partito ad un decreto legge sul terremoto. “Lo votiamo senza esitazioni, se il Governo si fa dettare l’agenda dai sindaci del cratere, che conoscono i problemi veri, se si scorporano le procedure per la ricostruzione dalla nefasta legge sugli appalti, se il codice degli appalti verrà rivisto per tagliare e ridurre la burocrazia una burocrazia ormai mostruosa, che non è nemmeno riuscita a garantire più trasparenza. Nel 2019 si investono appena 380 milioni sulla ricostruzione, quando la stima delle somme necessarie è 22 miliardi. Gli unici soldi per far ripartire le zone terremotate, sin qui, li ha messi la tanto vituperata Unione Europea, grazie al nostro Antonio Tajani, che ha fatto stanziare 1,2 miliardi, più 800 milioni di fondi strutturali. Bisogna far presto. Non vogliamo esserre complici dello spopolamento dell’Appennino”.














