
“Abbiamo avuto notizia del recente rinvio dell’udienza penale che riguarda il Campeggio Verde Mare. Un rinvio che cade come un macigno sulle speranze delle tante famiglie e dei tanti piccoli operatori economici che speravano in una soluzione, prima della stagione estiva, della drammatica vicenda che sta caratterizzando da anni ormai l’importante struttura ricettiva. Si è quindi a pochi mesi dalla stagione estiva e le sorti del Verde Mare rimangono incerte, nessuno sa se e quando terminerà l’agonia imprenditoriale, sociale ed economica che il territorio sta vivendo attraverso l’ormai annosa chiusura per sequestro del noto villaggio”. Inizia così l’intervento del capogruppo di Io Scelgo Fermo Pasquale Zacheo che dal caso Verde Mare accende i riflettori sulla situazione turistica di Fermo, in primis dei campeggi e di tutto l’indotto che vi ruota attorno.
“Il giudice Bondi Ciutti – spiega Zacheo – dimostrando sensibilità, ha cercato di fissare una nuova udienza a brevissimo termine, ma il tempo purtroppo scorre veloce e difficilmente si potrà chiudere il processo in tempi utili a salvare la prossima stagione. In questo dramma, il sindaco Calcinaro continua a dare il meglio di sé, mettendo dapprima a nudo la propria inadeguatezza politica e istituzionale, poi assumendo persino atteggiamento di totale ostilità, arrivando ad abbattersi come una grandine sulla martoriata situazione. Si è infatti recentemente vantato della prossima realizzazione delle scogliere a sud di Marina Palmense, ma ha evitato di dire che per realizzare il progetto aveva già avviato la pratica legale proprio contro il Verde Mare per riscuotere una fideiussione connessa ad un accordo urbanistico”.
Zacheo che spiega: “Ovviamente, tale riscossione ha costretto la proprietà ad altri esborsi economici proprio nel momento più critico dal punto di vista imprenditoriale e personale. Un gesto che lascia senza parole, dopo l’invenzione, sempre ad opera di Calcinaro, di una nuova capacità attrattiva della città e di un’inversione dell’offerta ricettiva, da stagionale a occasionale, basata sui dati delle cisterne romane. Un atteggiamento, quello di Calcinaro, che si fa crescente beffa delle numerose aziende e famiglie dell’intero territorio fermano che, negli anni, avevano basato la loro sussistenza proprio sulle presenze turistiche stagionali nei camping fermani. Lo invitiamo vivamente a farsi vedere negli esercizi del litorale per apprezzare il giudizio che gli viene riservato. A livello politico, conforta solo l’iniziativa della Regione che, con un apposito intervento normativo, ha dissolto i dubbi circa l’interpretazione della legge regionale in relazione alla presa in custodia invernale delle roulotte nella medesima piazzola nella quale il mezzo è ubicato nella stagione estiva. Ma ora, visto il drammatico protrarsi dei tempi, occorre fermarsi e riflettere su quanto sta accadendo. Lo si farà in una prossima assemblea pubblica che si sta organizzando”.
Zacheo chiede chiarimenti: “Per chi, come noi, non conosce a fondo le carte processuali, rimane difficile comprendere la portata dei presunti abusi edilizi commessi con le roulotte dei campeggiatori, peraltro in relazione ad un’attività pluridecennale condotta con modalità che appaiono simili a quelle di tante altre nella regione. Difficoltà di comprensione che si acuisce se posta in relazione alla precisazione normativa della Regione Marche. Al pari, rimane difficile comprendere la posizione del Comune di Fermo che, dapprima, ha autorizzato il Verde Mare e, poi si sarebbe improvvisamente accorto dell’esistenza di manufatti abusivi, salvo poi arrivare anche ad infliggere alla stessa proprietà la riscossione della polizza fideiussoria per realizzare la scogliera. Non vorremmo che questo atteggiamento possa mettere il Comune di Fermo nelle condizioni di dover anche pagare i danni, che in questo caso si appalesano come milionari. Un atteggiamento, quello dell’Amministrazione Calcinaro, chiaramente timoroso, incerto e privo di personalità. Si insiste ancora a fare festa nella piazza, mentre gli altri ambiti cittadini vengono abbandonati e destinati alla morte civile e sociale”.














