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Verducci e Gostoli (Pd): “Lega e M5S
tradiscono i piccoli Comuni”

ROMA/MARCHE - Il senatore dem: "Il Governo taglia ulteriori fondi ai Comuni, soprattutto a quelli più piccoli che hanno scelto di intraprendere la prassi della fusione volontaria: una scelta che si è rivelata utile a cittadini ed enti per riorganizzare più efficacemente i servizi, risparmiare risorse importanti e ripensare sinergicamente la programmazione e lo sviluppo dei territori". Gostoli: "Avevamo iniziato una stagione vera di riforme e ora con Salvini-Di Maio siamo tornati al tempo delle chiacchiere"
mercoledì 10 Luglio 2019 - Ore 19:19
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“Il governo taglia ulteriori fondi ai Comuni, soprattutto a quelli più piccoli che hanno scelto di intraprendere la prassi della fusione volontaria: una scelta che si è rivelata utile a cittadini ed enti per riorganizzare più efficacemente i servizi, risparmiare risorse importanti e ripensare sinergicamente la programmazione e lo sviluppo dei territori”. Così Francesco Verducci, senatore del Partito Democratico, che oggi ha partecipato al sit-in di protesta dei sindaci in piazza Montecitorio a Roma.

“Il Partito Democratico, nella scorsa legislatura, aveva favorito questo processo stanziando 46 milioni, che oggi non sono più sufficienti in considerazione dell’aumento dei percorsi di fusione. Per questo chiediamo un aumento del fondo, ma il governo anziché continuare a incentivare il percorso, ha deciso di decurtare fino al 60 per cento il contributo ai nuovi comuni che ne avevano diritto. È un vero e proprio tradimento del patto tra governo centrale ed istituzioni locali, a scapito dei cittadini. Il Pd chiede al governo di rimediare, inserendo nel primo provvedimento utile i circa 30 milioni necessari per risolvere il problema e prorogare questa importante misura”.

A lui si unisce il segretario regionale Pd, Giovanni Gostoli, presente anche lui al sit-in Pd organizzato davanti a Montecitorio: “Il governo ha tagliato risorse per le fusioni e abbandonato i piccoli Comuni. Siamo a Roma per far sentire anche la voce delle Marche”. Il j’accuse di Gostoli davanti a Montecitorio insieme a Valerio Lucciarini, responsabile regionale Enti Locali del Pd e presidente Ali Marche, al sindaco di Pesaro Matteo Ricci, l’on. Alessia Morani, l’on. Mario Morgoni, il sen. Francesco Verducci, si diceva, e Timoteo Tiberi, membro della segreteria regionale Pd Marche. “Nella giornata di domani, sempre nella Capitale, sarà la giornata di protesta dei sindaci anche marchigiani che parteciperanno all’iniziativa dell’Anci. Noi vogliamo aumentare il budget e dare le giuste risorse per quei comuni che hanno scelto liberamente, attraverso una consultazione popolare, di dare vita a processi di fusione – continua Gostoli – Così come occorre un sostegno alla Legge per i Piccoli Comuni, approvata nel 2017, promossa dal Partito democratico. Da diverso tempo le piccole realtà vivono una crisi di prospettiva e oltre alle difficoltà finanziarie assistiamo a un progressivo spopolamento e invecchiamento. La crisi economica non ha fatto altro che allargare ferite profonde sull’erogazione dei servizi, fare investimenti e addirittura sulla possibilità di chiudere in pareggio i bilanci comunali. Per questa ragione negli anni dei governi Pd sono state portate avanti misure concrete”, spiega Gostoli.

“Prima di tutto abbiamo messo in campo incentivi economici importanti per le fusioni dei comuni per trasformare dal basso il sistema degli enti locali. Il tema per noi non è mai stato sopprimere i Comuni, ma piuttosto come organizzare il governo locale per fare ciò che serve a migliorare la vita dei cittadini – precisa il segretario regionale Pd – Le fusioni non sono uno strumento burocratico sempre valido, ma una grande opportunità in particolari circostanze. Oltre ai benefici delle risorse finanziarie e alle buone pratiche gestionali che tagliano le spese degli apparati per investirli in servizi ai cittadini, le fusioni sono talvolta il luogo per una migliore progettualità amministrativa in grado di dare futuro ai Comuni. Senza cancellare i municipi, ma facendoli vivere in una nuova veste di governo locale capace di garantire un buon sistema di welfare”.

Aggiunge Gostoli: “Poi c’è stata pure l’approvazione storica della Legge a sostegni dei Piccoli Comuni (n°158 del 6 ottobre 2017). Un provvedimento che era atteso da molto tempo, per quattro legislature ogni tentativo era caduto nel vuoto e grazie al Pd la legge è diventata realtà. Una legge nella quale si era dedicato tanto l’on. Massimo Vannucci e che prevede misure concrete per lo sviluppo di tanti piccoli Comuni italiani in chiave sostenibile per contrastare lo spopolamento, soprattutto nelle aree interne del Paese”.

“Insomma, due misure per sostenere la libera scelta dei piccoli Comuni – sostiene il segretario regionale Pd – da un lato, coloro i quali decidono di dare vita a Comuni più grandi, attraverso l’accorpamento, e rendere più efficiente il sistema di governo locale e dall’altro, anche quelle realtà che vogliono preservare la loro specificità, magari investendo sulle unioni dei servizi, e per questo non devono essere abbandonate dallo Stato. Invece oggi il governo gialloverde – sottolinea Gostoli – ha bocciato la proposta del Partito democratico di aumentare il budget per le fusioni dei Comuni scegliendo così di tagliare le risorse alle realtà che hanno già intrapreso la scelta di unirsi. E’ un’ingiustizia che riduce significativamente i contributi previsti per ciascuna di esse, perché aumentando le fusioni occorre aumentare le risorse. Così facendo si blocca anche il processo futuro di nuove fusioni. Allo stesso tempo il governo gialloverde ignora la Legge sui piccoli Comuni”.

Conclude Gostoli: “Negli ultimi anni, grazie ai governi Pd, si era invertito un trend storico di tagli e l’Italia era tornata a investire nei Comuni e nelle città. Abbiamo sbloccato il patto di stabilità e con esso risorse molto utili per gli investimenti, soprattutto in un periodo di crisi economica, che hanno contributo ad aprire tanti cantieri. E poi il Bando Periferie per la riqualificazione delle città. Insieme alle risorse destinate alle fusioni, la legge per i piccoli Comuni, il blocco delle tasse locali. Avevamo iniziato una stagione vera di riforme e ora con Salvini-Di Maio siamo tornati al tempo delle chiacchiere” .


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