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Ex Gigli, Laboratorio civico all’attacco:
“Incomprensibile volontà
di spendere più del dovuto”

PORTO SANT'ELPIDIO - "L'unico modo per non fare regali al privato è acquistare l'intero edificio a 1,9 milioni e non solo una parte"
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“Lo ribadiamo: la compravendita di una porzione del Gigli dimostra totale incapacità dell’amministrazione attuale di garantire gli interessi della comunità dalla quale è stata eletta”. Il Laboratorio civico torna alla carica sulla questione, che tiene banco in questi giorni, relativa alla stima dell’Agenzia del demanio, che ha giudicato il valore dell’immobile ampiamente inferiore di quanto il Comune aveva previsto di spendere nel contratto preliminare di vendita con la proprietà.

“I 441.000 € ci parlano di un’incomprensibile volontà del primo cittadino di sperperare denaro pubblico non dovuto, come il parere del Demanio dimostra, concedendolo a un privato – attaccano i civici guidati in Consiglio comunale da Alessandro Felicioni – Quindi, se il bene che ci apprestiamo ad acquistare vale 1.510.000 € quello è il prezzo che i cittadini di Porto Sant’Elpidio sono tenuti a sborsare per diventarne proprietari e destinarlo all’uso pubblico per il quale è stato pensato. Qualsiasi espediente finalizzato a concedere, non si comprende per quale oscuro motivo, quel surplus non dovuto è un ulteriore mancanza di rispetto nei confronti degli elpidiensi e un rinnovato tradimento della fiducia che noi cittadini abbiamo riposto in questa amministrazione”.

Ce n’è anche per la soluzione di un affitto dell’immobile ipotizzata dal capogruppo di Fratelli d’Italia Giorgio Marcotulli. “Sentir parlare di affitto della porzione del Gigli per indurre il privato a chiudere l’accordo ci appare un’irriguardosa scorciatoia per portare a termine il progetto iniziale, cioè concedere al venditore quel fantomatico 1.951.000 € senza nessuna plausibile ragione, soprattutto alla luce del chiarimento del Demanio il quale, senza voler incensare il nostro operato, ha recepito appieno le osservazioni che Laboratorio civico gli ha inviato lo scorso giugno e, probabilmente, sulla stregua di quelle ha indicato il valore conforme dei 781,5 mq”.

“Quello che è stato fatto dal 2016 per cercare di evitare la stipula del contratto di compravendita evidentemente è risultato inefficace, vista la situazione in cui siamo” proseguono i civici, che criticano anche Il silenzio di chi avrebbe dovuto denunciare l’esigua distanza dalla ferrovia degli immobili (uno dei quali già edificato) del lotto di via Mameli, parte di quel contratto”. In conclusione, “se il desiderio inspiegabile è quello di pagare di più un bene che vale quanto il Demanio ha stabilito, l’unico modo perché questo non si mostri come un regalo al privato è che con
€ 1.951.000 il Comune acquisti tutto l’immobile ristrutturato, come, del resto, nel 2015 la valutazione dell’Agenzia delle Entrate stabiliva (€ 1.899.410,00) nella perizia commissionata dall’allora amministrazione Franchellucci, checché ne dica proprio il sindaco, che dimostrerebbe un minimo d’integrità e rispetto per i suoi concittadini riconoscendo di aver sbagliato e dimettendosi”.

 


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