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Nicolai prende in mano il Pd
“Calcinaro senza idee,
ha gestito solo l’ordinario”

POLITICA - Il neo segretario ad interim guiderà il partito verso le elezioni comunali. Al suo fianco il capogruppo Malvatani
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di Andrea Braconi

Da una settimana Paolo Nicolai è il nuovo segretario ad interim del Partito Democratico di Fermo. Lo rimarrà fino alla scadenza della tornata elettorale, quando si aprirà la fase congressuale. Una segreteria, tiene a precisare, che nasce esclusivamente per le dimissioni di Carlo D’Alessio, legate a problemi personali.

“Ho accettato questa sfida con un po’ di sacrificio – commenta Nicolai – perché per fortuna o purtroppo ho altri progetti, ma ho sempre detto che avrei dato una mano al partito di Fermo. Adesso c’è il problema di riorganizzarci, c’è bisogno di avere riferimenti. Lo farò con passione e dedizione, oltre che con idee abbastanza chiare. C’è una fase particolare da approcciare, viviamo una situazione di cambiamento a livello nazionale”.

E sul fronte interno è già in campo una fase di programmazione, annuncia il neo segretario. “I prossimi saranno mesi intensi durante i quali lavoreremo molto, cercando di dare un respiro al partito non solo cittadino ma anche al di fuori delle sue mura. Con il capogruppo Pierluigi Malvatani cercheremo di essere la spinta, perché adesso c’è da ragionare in termini diversi. E ad inizio febbraio metteremo in campo una serie di iniziative programmatiche con direttrici ben chiare”.

Il passaggio elettorale di maggio è un punto di passaggio, non di caduta: lo rimarca Nicolai, che ricorda come da dicembre il Pd stia cercando un dialogo con varie forze della sinistra, civiche e partitiche. “Un dibattito nel quale coinvolgeremo anche le associazioni di categoria e che serve soprattutto alla città. Qui c’è bisogno di ricreare un dibattito politico. Finora abbiamo assistito ad una logica del parlare per forza bene di tutto o per forza distruggere e denigrare chi sta dall’altra parte, ma Fermo è un riferimento del territorio e deve avere una classe dirigente che discuta e che abbia le idee chiare”.

Cita anche l’esempio delle Sardine, “che chiedono alla politica di ritornare ad avere dei meriti”. Servono quindi iniziative pubbliche, incontri nella sede del partito e dialogo con le altre forze del centrosinistra per cercare di ricostruire insieme ad altri un humus politico nella città.

Inevitabile il riferimento al sindaco. “Se Calcinaro pensa che la dimensione locale vuol dire civismo trasversale senza concetti ideali, senza contenuti di posizione quasi che uno dovessi vergognarsi di avere un’idea politica, allora non ci siamo. Se non ci fosse stato un partito come il Pd ad aiutarlo al posto del nuovo ospedale avrebbe avuto la centrale a biomasse; con il Terminal avrebbe messo solo pezze alle infiltrazioni; l’ex mercato coperto sarebbe rimasto così per i prossimi venti anni; a Lido Tre Archi avrebbe avuto solo delle telecamere di sorveglianza volute dal Governo gialloverde ma senza i fondi per riqualificare un quartiere; infine, avrebbe avuto qualche centro polifunzionale in meno. Insomma, avrebbe gestito l’ordinario o poco più. Quindi, la dimensione politica conta e in questi anni il Pd c’è sempre stato. Qui abbiamo fatto un’opposizione seria che serve alla città e non a noi”.

La questione ex area Santa Lucia è uno degli esempi più lineari, con la verità emersa grazie al capogruppo Malvatani. “Un errore pesante del sindaco che ha avuto una mancanza di visione trasferitasi poi sulla società di trasporto pubblico costretta a comprare l’area ad una cifra molto più alta”.

Certamente su alcuni temi i punti di contatto non mancano. “Sulla terza corsia abbiamo le idee chiarissime, così come sulla sanità” rimarca.

A breve una segretaria supporterà il lavoro di Nicolai e non mancherà il contributo del capogruppo Malvatani. che ribadisce: “Attualmente l’area del Pd vive di scelte e io ho fatto un percorso di coerenza. Rimarrò in carica fino alla fine del mandato e lavorerò affinché questo partito si affermi a livello locale, regionale e nazionale. Poi farò le mie scelte future a seconda di come si trasformerà il Partito Democratico. Per questo faccio un’apertura a chi si riconosce in questo percorso, per raccogliere le forze e avere un’idea reale di centrosinistra”.

Una riflessione che torna sul civismo e, di conseguenza, sulle posizioni di Calcinaro. “Porsi al di sotto dei partiti è un gioco al ribasso da parte di un’Amministrazione e la Soprintendenza è l’emblema di questa situazione. Non mi piace che tutti siano mescolati all’interno di raggruppamenti dove non si capisce più l’identità delle persone e si arriva a non sapere le scelte che fa un sindaco. Si vuole dominare chi sta in Consiglio comunale, senza far loro esprimere un’idea”.

E proprio dell’errore fatto dal sindaco sull’attuale deposito Steat, sottolinea, non erano a conoscenza i suoi consiglieri. “Nella commissione urbanistica di qualche giorno fa il sindaco che ancora una volta non sceglie, questa volta sulla questione della variante. Invece serve un discorso complessivo, fare uno studio su quell’area ed avere una visione politica su viabilità e scuole, esattamente quello che contesto a Calcinaro, che ha fatto la manutenzione ordinaria della città, a volte bene a volte meno. Ma questa città merita uno scatto più alto a livello amministrativo e politico, con un sindaco che abbia una sua idea senza annacquare tutto”.

In questo contesto i cittadini, secondo Malvatani, continuano a vivere una fase di confusione. “Per chi non si intende di politica la pista di ghiaccio e la piazza bella fanno pensare che la città sia cresciuta. Ma nei quartieri le problematiche ancora restano. Noi invece con i Governi Renzi e Gentiloni abbiamo trovato soldi per riqualificare la città. Gli 11 milioni di euro per la viabilità sul nuovo ospedale hanno bisogno di scelte politiche chiare, ma in 5 anni in Consiglio o nelle Commissioni non si è mai parlato neanche della viabilità generale di Fermo”.

Su Calcinaro torna Nicolai, contestando il suo modo di governare della città capoluogo. “Prendo l’esempio di Lido di Fermo, per cui sono stati sbloccati quasi 350 appartamenti con volumetrie elevate. Non contesto che Calcinaro abbia chiuso l’iter ma l’approccio al quartiere: se ci fosse stato un ragionamento più ampio, proprio il suo consenso poteva essere sfruttato per fare scelte coraggiose. Invece si è scelta sempre la strada più semplice, con il confronto messo da parte”.

Altro passaggio importante: la qualità dei collaboratori dell’attuale sindaco. “Penso ci siano assessori che non siano esistiti e che ce ne siano altri bravi, come Trasatti. Ma non basta questo per dare un’idea di città”.

“Quello che contesto a Calcinaro è la sua non chiarezza politica” aggiunge Malvatani. “Una visione personale della città non è possibile, c’è bisogno di un coinvolgimento dei cittadini e delle forze politiche. E a chi non si riconosce in questo civismo, faccio l’invito a stare uniti e fare un percorso coerente di centrosinistra”.

E lo stesso Calcinaro, ricorda Nicolai, oggi è uno dei più longevi politici fermani. “E’ stato nella Giunta Brambatti di centrosinistra, era consigliere comunale per una civica di centrosinistra. Quindi ha le idee chiare e se ti invitano ad una cena con esponenti di destra sai benissimo dove ti trovi”.

Sulle elezioni il segretario ribadisce gli obiettivi, aggiungendo: “Andiamo alle elezioni amministrative pronti ad approcciare tutti i cambiamenti che partiranno ai vari livelli. Non so quanto saremo in grado di incidere a Fermo, spero il più possibile. Ma non le elezioni di maggio non sono un’ossessione”.

Il candidato sindaco? “Prima ci confrontiamo con la città, i partiti e i movimenti di centrosinistra, poi uscirà il nome. E può darsi non serva spendere Cesetti, che servirà molto di più per la Regione. Di sicuro non giochiamo per perdere, ma lavoriamo per incidere e governare”.


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