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Giuseppe Baldinelli muore a 19 anni,
l’ultimo messaggio dell’atleta Tam:
“Non piangete per me, vi resterò accanto”

OSIMO - Il campione regionale dei 400 metri nel 2019, si è spento stamattina nella sua abitazione dopo aver combattuto per alcuni mesi contro una malattia incurabile. Giovedì l'arcivescovo Spina celebrerà i funerali nella chiesa della Sacra Famiglia
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Giuseppe Baldinelli

Lutto nel mondo dell’atletica leggera marchigiana. Si spento stamattina nella sua abitazione di Osimo Giuseppe Baldinelli, giovane promessa della ‘Tam – Team Atletica Marche’, il sodalizio senza sponsor che unisce le società di settore di Osimo, Corridonia e Porto San Giorgio. Aveva appena 19 anni. Oltre ad amare la vita e lo sport, Giuseppe era animato da una profonda fede religiosa, come tutta la sua famiglia, e prima di andarsene ha chiesto ai suoi affetti e ai suoi amici di non piangere per lui, per il destino che lo attendeva, di cui era consapevole, perché nell’aldilà sarebbe stato abbracciato da un avvenire migliore. Quasi un testamento morale. «Non si può essere infelice quando si ha questo: l’odore del mare, la sabbia sotto le dita, l’aria, il vento» aveva scritto il 19enne su Facebook. In quel post era racchiusa tutta la sua filosofia esistenziale: il rispetto del Creato e la felicità che sta nelle piccole cose.

A settembre del 2019, lo studente diplomato all’Iis Meucci di Castelfidardo con il massimo dei voti e iscritto all’università di Chieti, era riuscito a vincere nella competizione di Fermo il suo primo titolo regionale dei 400 metri, con primato personale. Una performance epocale che era il sogno di una vita. Il mese successivo, il referto delle analisi cliniche gli aveva fatto scoprire di essere fragile e malato. Un calvario vissuto e condiviso nella preghiera con i suoi genitori Fabio e Marina, con le sorelle suor Bernadette, Debora e Sara e con il fratello Davide che sta studiando per consacrarsi alla vita sacerdotale al seminario di Macerata.

I funerali del giovanissimo campione, tesserato fin da quando aveva 6 anni con l’Atletica Osimo e impegnato anche nei centri estivi della società, si svolgeranno giovedì mattina, 21 maggio, alle ore 10.30 nella chiesa dalla Sacra Famiglia di Osimo (servizio funebre curato da Tanatologia Ancona) e saranno officiati dall’arcivescovo Angelo Spina. «Giuseppe era un ragazzo buono, silenzioso, generoso e disponibile. Un ragazzo che abbiamo avuto la fortuna di conoscere. – racconta l’istruttrice dell’Atletica Osimo, Fabiola Dolcini, con la voce incrinata – Prima di lasciarci, fino a pochi giorni fa ci ha ripetuto che continuerà a starci vicino per sempre e noi crediamo alle sue parole. Perciò non piangeremo come ci ha chiesto di fare, ma lo ricorderemo sempre sorridente accanto a noi», Tante le attestazioni di affetto giunte ai familiari per questa vita spezzata troppo presto. «Eri un ragazzo educato, gentile, pacato… purtroppo la vita ti ha fatto scontrare con un avversario infame e spietato. Noi vogliamo ricordarti così in pista, sorridente, tra i tuoi compagni di squadra. Ci sarà Pasquale adesso lassù a batterti un cinque. Ciao Giuseppe» scrivono sui social i ragazzi della grande famiglia della Tam.

“Era innamorato dell’atletica – ricorda Robertais Del Moro, fiduciario tecnico regionale e direttore tecnico della Tam – Si è sempre distinto per l’enorme disponibilità, l’educazione, l’umiltà e la correttezza. Valori portati avanti anche nell’ultimo periodo, vissuto con assoluta compostezza e dignità. Ricordo con enorme piacere che ha sempre accettato di disputare ogni gara per la società, con grande spirito di squadra, e la grande sua gioia nel vincere il titolo regionale”.

I compagni della Atletica Osimo invece ricordano su Facebook  che «per alcuni eri Giusi, per altri Peppe, per altri il maestro Giuseppe”.  Eri tu, sempre puntuale o in ritardo quando guidava Debbi. Eri tu, con le tue poche parole che bastavano a farci sorridere. Eri tu, che ci coccolavi a fine allenamento preparando i dolci più buoni. Eri tu, che rincorrevi i bambini al centro estivo senza perdere mai la pazienza. Eri tu, orgoglioso dei nostri traguardi e sempre in prima linea a fare il tifo. Eri tu, e sei tu quel ragazzo speciale. Eri tu, e sei tu per tutti noi un grande dono. Sappiamo che ora hai un posto speciale, un posto che negli ultimi giorni eri felice di raggiungere. Sappiamo che il tuo abbraccio non si spezza ma che da oggi diventa eterno. Grazie Giusi, Peppe, maestro Giuseppe, grazie per averci accolto nella tua vita e aver lasciato il segno nella nostra, seppur ingiustamente per così poco tempo. Ciao Giusi, Peppe, maestro Giuseppe, ti vogliamo tutti tanto bene!».

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