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Chiesa Cattedrale: “Tre meraviglie
(più una) visibili fino al 23 agosto”

FERMO - Il rettore don Michele Rogante: "Una Cattedrale davvero ricca che non smette di affascinare quanti entrano ogni giorno in chiesa per una visita o una preghiera. Alle tre bellezze va però aggiunta una quarta, sempre presente al Museo Diocesano: parlo della casula di Thomas Becket"
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  • “Uno dei rischi che spesso si corre, lo sappiamo, è abituarsi a quanto ci circonda, anche quando ‘le cose’ che ci circondano sono delle bellezze uniche. Non viene risparmiata in questo la Chiesa Cattedrale di Santa Maria Assunta in Cielo, conosciuta da tutti i fermani (e non solo) ma non sempre pienamente apprezzata per le bellezze che custodisce, soprattutto in alcuni periodi dell’anno. Come, ad esempio, quello che stiamo vivendo, nel quale in occasione della Solennità della Beate vergine Maria Assunta in Cielo (15 agosto) e della Festa di San Sabino Martire (16 agosto, compatrono della città di Fermo), la cattedrale riunisce al suo interno delle rarità di grande valore. Fino a domenica 23 agosto sarà infatti possibile ammirare in chiesa la preziosa tovaglia ricamata raffigurante il corteo processionale del 14 agosto, il mezzo busto d’argento con le reliquie di San Sabino Martire e la Sacra Icona della Madonna donata nel 1473 alla città di Fermo da San Giacomo della Marca”. E’ quanto annunciano proprio dalla Chiesa Cattedrale di Fermo con, in testa, il suo rettore don Michele Rogante.
  • “Seppur quest’ultima (la Sacra Icona della Madonna, su tavola di fattura greco-bizantina datata al XII-XIII sec con il piccolo reliquiario al centro al XIV sec) è una bellezza in realtà visibile tutto l’anno nella cappella della Immacolata Concezione (a destra guardando l’altare principale), le altre due, tovaglia e mezzo busto d’argento, sono delle rarità visibili soltanto in questo periodo. La tovaglia, realizzata in tre anni dalle monache benedettine di Fermo (1914 al 1917), riprende l’annuale corteo processionale della vigilia dell’Assunta quando la città saliva al Girfalco per consegnare doni alla Madonna; è visibile raggiungendo l’altare maggiore al centro dell’abside. Il mezzo busto d’argento contenente le reliquie di San Sabino Martire, è visibile invece nella nicchia sopra l’ultimo altare laterale della navata di sinistra (guardando l’altare). In occasione della Festa di San Sabino viene spostata la tela dipinta da Filippo Ricci nel 1790 raffigurante l’Immacolata Concezione ed i Santi Sabino e Fermo martire e il reliquiario conquista la scena”.
    “Una Cattedrale davvero ricca – afferma don Michele Rogante, rettore – che non smette di affascinare quanti entrano ogni giorno in chiesa per una visita o una preghiera. Alle tre bellezze va però aggiunta una quarta, sempre presente al Museo Diocesano: parlo della casula di Thomas Becket. È un pezzo unico al mondo – continua il rettore – donato, secondo la tradizione, al vescovo fermano Presbitero dall’Arcivescovo di Canterbury. La Casula, secondo una dicitura ricamata al centro, è stata realizzata nell’anno 510 a Mariyya, che corrisponde all’anno 1116 dell’era cristiana ed è davvero qualcosa di unico per la sua bellezza: non si può mancare la visita”.
    Tanti sono i motivi per scoprire o riscoprire Fermo: fino al 23 agosto la cattedrale ne offre alcuni davvero speciali.


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