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L’affondo di Altra Fermo:
“Il connubio Calcinaro-Interlenghi
è l’istituzionalizzazione della zona grigia”

FERMO - Critiche per la replica a doppia firma del sindaco e del consigliere di opposizione sul caso Morroni-Mancini: "Che centrodestra e centrosinistra, quando si smarriscono alcuni criteri di fondo, diventano giacchette che si possono cambiare in corsa, ce ne eravamo accorti da tempo"
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“Abbiamo preso tempo, in Altra Fermo, per un commento sulle elezioni, alla luce del risultato del tutto insoddisfacente della nostra lista e della percezione che ha la città sull’operato dei cinque anni di governo Calcinaro. Sapevamo che le difficoltà nel far emergere una proposta di alternativa per Fermo erano enormi, e non siamo per nulla sorpresi delle percentuali bulgare di chi ha vinto.
Quello che invece ci ha stupiti in questi giorni, è come sia avvenuta rapidamente una saldatura preoccupante tra Calcinaro ed Interlenghi, ossia tra il sindaco e il rappresentante di una forza di opposizione, su un tema molto delicato come quello dell’omicidio di Emmanuel”. Così, in una nota, la formazione di sinistra Altra Fermo che alle ultime elezioni comunali ha appoggiato il candidato sindaco Stefano Fortuna.

“Che centrodestra e centrosinistra, quando si smarriscono alcuni criteri di fondo, diventano giacchette che si possono cambiare in corsa, ce ne eravamo accorti da tempo: Fermo è un laboratorio da questo punto di vista, con Calcinaro che dieci anni fa era un assessore del centrosinistra, oggi è lui a nominare come assessori esponenti di estrema destra. Questa disinvoltura evidentemente piace a molti, ma non riusciamo ancora a non sorprenderci quando la vediamo in chi, almeno per storia personale, vanta di rappresentare una tradizione di sinistra.
La vicenda Morroni-Mancini sta lì a dimostrarlo: un neo-consigliere eletto nelle fila del centrosinistra, che vanta pubblicamente l’amicizia con l’autore di un omicidio con aggravante razziale, è un fatto grave.

Nessuno ha dato del razzista a Morroni, tantomeno il Comitato 5 Luglio, a cui esprimiamo piena solidarietà per gli attacchi gratuiti ricevuti; così come la esprimiamo al compagno Massimo Rossi per aver resistito al dilagare di un clima di odio, non certo di averlo alimentato e che, ne siamo certi, nei successivi gradi di giudizio vedrà riconosciute le sue ragioni, che sono anche le nostre. Né si tratta di giudicare un uomo, Amedeo Mancini, la cui riabilitazione umana e sociale dovrebbe partire dalla gravità, non dalla sottovalutazione di ciò che ha commesso.

Qui è in ballo la decenza di chi, ricoprendo un incarico istituzionale, dovrebbe pesare le proprie azioni. Derubricare questo episodio come ‘normale’ perché l’omicida avrebbe regolato i conti con la giustizia, lo riteniamo un atteggiamento estremamente pericoloso, perché sottintende la rimozione della memoria della vittima e dell’accaduto, quasi esistessero vite di serie A e altre di serie B; è la rimozione del pericolo di una cultura violenta e razzista, che nel Paese continua a dilagare.
In questo senso, la saldatura tra Calcinaro ed Interlenghi sancisce quello che, a sinistra, continuiamo a voler scongiurare: l’istituzionalizzazione della zona grigia; una marmellata lontana anni luce dalle parole pronunciate in campagna elettorale. Il vero motivo del dilagare culturale e politico della destra è proprio questa ambiguità su questioni di principio e sulle scelte concrete.
Sapevamo già che la sinistra dovrà lottare contro tutto questo, e sappiamo che dovremo farlo controcorrente; ma, per fortuna, dopo questo episodio, qualcuno sta cominciando a comprendere i motivi per cui Altra Fermo ha scelto coerentemente di non allearsi col Pd fermano, che d’altra parte, per mesi, ha inseguito Calcinaro per saltare sul carro del vincitore, e fare, invece, fronte comune con chi, come il Movimento 5 Stelle, nei cinque anni di Consiglio comunale ha portato avanti le nostre stesse battaglie. Chiudiamo quindi, rivolgendo al neo consigliere Stefano Fortuna i migliori auguri di buon lavoro e ribadendo la nostra piena fiducia e la nostra collaborazione nell’opposizione, in Consiglio comunale e nella città”.


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