
«I programmi futuri dei servizi sanitari riguardano tutta la provincia e dovrebbero avere respiro più ampio, il luogo per parlarne è la Conferenza dei Sindsci». Firmato Massimiliano Ciarpella, Gionata Calcinari, Andrea Leoni, Giorgio Marcotulli, Pisana Liberati, ossia tre sindaci della seconda, terza e sesta città del Fermano per numero di abitanti, insieme al vicepresidente della Provincia e al vicesindaco di Falerone, nonché consigliere provinciale.
Una risposta alla presentazione, da parte dell’Amministrazione comunale di Fermo, con la benedizione dell’assessore regionale alla sanità Paolo Calcinaro, dei piani futuri per gli edifici pubblici del capoluogo. Programmazione all’interno della quale è stato anche presentato il futuro dell’ospedale Murri, una volta completato il trasferimento alla nuova struttura di Campiglione. Evidentemente questo passaggio, senza una condivisione con il resto del territorio, ha lasciato più di una perplessità tra gli altri amministratori.
«Abbiamo letto con interesse – scrivono i 5 firmatari – la firma del Piano degli immobili pubblici della città di Fermo, che programma, tra le varie progettualità, il futuro dell’ospedale Murri, pianificando ruolo e funzioni della struttura e dei servizi socio-sanitari del territorio, dall’ingresso dell’Inrca all’Ospedale di comunità, dagli spazi per i medici di base al potenziamento degli ambulatori specialistici. Ogni misura che punti a migliorare l’accessibilità, le prestazioni ed i servizi al cittadino ci vede naturalmente attenti e pronti ad accogliere favorevolmente provvedimenti utili alla collettività».
Poi parte l’affondo: «Riteniamo tuttavia che una programmazione così corposa, che inciderà sul futuro di tutta la provincia e dei suoi quasi 170.000 cittadini, quindi non solo della città di Fermo, debba avere un respiro provinciale ed essere frutto di un percorso di dialogo, condivisione e mediazione aperto a tutte le municipalità. Con tutta evidenza, ridisegnare la sanità territoriale non è affaire del capoluogo, pur con la sua indiscutibile centralità, ma interessa l’intera provincia di Fermo. Ci auguriamo per questo che i prossimi, decisivi passaggi sull’assetto dei servizi riguardanti l’Ast Fermo siano concertati nella sua sede naturale che è la Conferenza dei Sindaci, in modo che si concretizzi una concertazione matura, condivisa e partecipata». Conferenza dei Sindaci, tra l’altro, che si presenterà ampiamente rinnovata, visti i numerosi avvicendamenti avvenuti a maggio alle ultime elezioni comunali e che dovrà eleggere il suo presidente, ruolo sempre andato al primo cittadino di Fermo.
«Riteniamo sia doveroso convocare una Conferenza dei Sindaci della Provincia, considerando anche l’ampio rinnovamento delle cariche seguito alle ultime elezioni amministrative, chiamando l’Assessore regionale alla sanità Paolo Calcinaro in audizione, così che le progettualità future siano condivise tramite azione comune nelle sedi competenti prima che negli organi d’informazione» la conclusione di Calcinari, Leoni, Ciarpella, Marcotulli e Liberati.














