«L’amministrazione comunale ha approvato una variante al Prg in località Campiglione al fine si dice “di mettere a sistema gli interventi sul territorio comunale correlati con la costruzione del nuovo Ospedale”. Il percorso attuato, che parte dall’incarico dello studio socio economico a Nomisma, fino al momento partecipativo con la popolazione attraverso le interviste e gli incontri con le realtà locali, avrebbe dovuto portare ad una variante innovativa e di qualità di cui non trovo traccia in quanto predisposto». Inizia così, con queste parole, l’invettiva del consigliere Pd Sandro Vallasciani. Nel mirino la variante, appunto, per Campiglione.
«Si parte dalla cancellazione della vecchia Area Progetto, peraltro necessaria perché non attuabile se non in maniera unitaria, che in ogni caso oltre alle destinazioni socio assistenziali conteneva tutte le funzioni terziarie, tra le quali il commercio, il ristoro e la ricezione, quelle di servizio sia di tipo assistenziale che di pubbliche funzioni, il direzionale e le attrezzature sportive e per lo svago.
Quindi in realtà, ad eccezione del residenziale non ammesso, le funzioni di carattere complementare erano già contemplate nell’area progetto oggi oggetto di modifica.
La nuova ipotesi di variante in ogni caso, anche se globalmente invariata in termini di volumetrie, coinvolge l’utilizzo di nuove aree non edificate localizzate tra la nuova zona “ospedaliera” e la restante porzione dell’area progetto.
Sostanzialmente l’ex area progetto 22, sempre nella parte non sanitaria, viene suddivisa in sub 6 sub comparti dei quali 5 (APR 22B,22C,22D,22E e 22F) sono prevalentemente a carattere commerciale (Zone M) e 1 solo a destinazione prevalentemente residenziale (Apr 22/A), quest’ultima con un indice di bassa edificazione. Ad onor del vero anche nei comparti commerciali è consentita la residenza ma solo nel limite del 40% del totale. Che cosa è consentito nelle cosiddette zone M? tutti i tipi di attività commerciali, esercizi per ristoro e ricezione, attività direzionali e studi professionali oltre ovviamente al contingentato residenziale. Si concorda sul fatto che mancava nella Apr precedente la destinazione residenziale che ritengo necessaria, ma sostanzialmente le altre destinazioni previste erano già presenti. Ciò che credo sia particolarmente sbagliato in questa nuova previsione che sia stata tolta la destinazione U5/6 ovvero quella riferita ad attività socio assistenziali che ritengo strategiche e necessarie come attività complementari dell’Ospedale, destinazioni queste consentite solo nell’area ospedaliera. Un errore che non consentirà di realizzare attività essenziali per l’ospedale come residenze sanitarie assistenziali, centri riabilitativi post acuzie, ed altre importanti funzioni che avrebbero completato il quadro delle necessità legate all’attività del nuovo nosocomio. Tale destinazione prevista in bozza è stata completamente cancellata.
Un’altra ‘perla’ della variante è la previsione di una area progetto (Apr 83) esclusivamente residenziale posta ai confini con Monte Urano e completamente avulsa e scollegata dal contesto della localizzazione della variante che ritengo sia ingiustificata e da cancellare, priva di ogni regola della pianificazione urbanistica moderna, ma assai incline ai vecchi modi di pianificare. Una questione particolarmente problematica è legata alla attuazione delle aree progetto di tipo commerciale e di quella residenziale, per quanto concerne la realizzazione dell’urbanizzazione delle stesse. In pratica la strada di accesso a tali aree deve essere realizzata ex novo ed è a carico delle aree commerciali. Quindi se non partono i comparti di queste ultime non si potrà avere la viabilità di accesso ai comparti residenziali. Poiché si potrà partire anche per stralci immaginate quale sia la difficoltà di realizzazione di mere porzioni di strada rispetto alla esigenza di un collegamento completo con la viabilità esistente. Un’ulteriore novità di questa variante è l’implementazione delle funzioni delle aree produttive esistenti quali quella della ex Omsa e di via Po e di via Malintoppi che dalla destinazione D2 passano a DA. In queste aree artigianali vengono completamente liberalizzate, per una volumetria pari all’esistente, tutte le destinazioni commerciali sia al dettaglio che all’ingrosso, nonché quelle di centri commerciali in difformità al Ptc, nonché pubblici esercizi di ristoro, svago e ricezione, attrezzature per lo sport. Restano ovviamente anche le funzioni direzionali nelle sue più comuni declinazioni.
Secondo le norme tecniche del Prg la destinazione U3/6 a pubblici esercizi ristorazione e svago contengono: attività ricettive alberghiere, campeggi, villaggi turistici, pensioni, residence. Tutte queste variegate attività, anche contrastanti, potranno essere realizzate nelle attuali aree artigianali senza che ci sia un ridisegno delle aree, quindi nel pieno di una sconclusionata previsione con la facoltà ai privati di fare secondo le loro convenienze in barba anche di una serie di regole avrebbero dovuto accompagnare la transizione urbanistica dei siti.
In sintesi la variante di Campiglione è il frutto di scelte molto spesso proprie dell’amministrazione e diverse dagli spunti progettuali contenuti nel masterplan di Nomisma, e non migliora in alcun modo l’attuale assetto dell’area già ad alta densità edilizia sia residenziale che commerciale, nonché è priva di particolari utilità nei confronti del nuovo ospedale che si troverà privo di attività complementari ed integrative proprio nelle aree di prossimità in cui commercio e residenza la faranno da padrone, funzioni commerciali nuove ed in stretta concorrenza con quelle aggiunte nelle aree produttive.
Dal punto di vista delle volumetrie, la nuova area progetto 22, nel suo complesso, porta in dote interventi per 136.895 mc, circa 45.600 mq di nuove costruzioni. Le nuova zone “DA” ovvero le esistenti aree produttive di via Po, Malintoppi ed ex Omsa, portano in dote le loro esistenti volumetrie complessive, suscettibili di diventare potenzialmente interamente commerciali o direzionali. La variante di Campiglione non serve all’ospedale così come formulata, non serve alla città ed al suo nucleo urbano perché sposta tutto l’asse commerciale futuro nelle aree produttive della frazione, con possibili squilibri delle funzioni principali nell’intero territorio comunale. In ogni caso senza un finanziamento specifico per il completamento del collegamento stradale dalla città all’ospedale, cosa di cui l’amministrazione non si sta occupando, la variante resterà sulla carta, come testimoniano le due lottizzazioni commerciali “Sambaya” e le Blonde, la prima realizzata solo con il cinema e la seconda mai partita. Se dovessi giudicare con il titolo di un libro, la Variante di Campiglione la chiamerei “Quel pasticciaccio brutto di via Campiglione” Carlo Emilio Gadda permettendo».















