«Sarà vera festa della donna quando nessuna sarà più uccisa, perseguitata, discriminata da chi sostiene di amarla». E’ un messaggio chiaro, forte, incontrovertibile, quello lanciato dal prefetto Vincenza Filippi al convegno organizzato dall’Anmil alla sala dei Ritratti in occasione della Giornata, odierna, della Donna. Il prefetto, presa la parola, dopo una disamina sullo status delle donne, ha chiuso il suo intervento leggendo un messaggio ricevuto da un generale dell’Arma dei carabinieri in cui è racchiuso il senso dell’uguaglianza e della lotta a ogni forma di violenza e discriminazione di cui da troppo tempo sono vittime le donne, in ogni angolo del mondo. Il tutto mentre proprio davanti al Palazzo dei Priori era presente un gazebo informativo della Polizia di Stato, nell’ambito della campagna nazionale “Questo non è Amore”, anche a Fermo ha svolto opera di sensibilizzazione contro le violenze sulle donne.
Tornando alla sala dei Ritratti, oltre al prefetto Filippi, erano presenti il sindaco di Fermo, Paolo Calcinaro, il questore Rosa Romano, i vertici dell’Arma dei Carabinieri con il comandante provinciale Gino Domenico Troiani e quello della compagnia di Fermo, Nicola Gismondi. Presente anche la Guardia di Finanza con il luogotenente Enzo Sandroni. Presente, ovviamente, anche il presidente Anmil regionale e territoriale di Fermo, Marcello Luciani. Numerosi gli interventi delle istituzioni, sia presenti in sala che collegate via internet. E toccanti le testimonianze di donne che hanno subìto infortuni sul lavoro. «Mi auguro che il confronto di oggi – il punto del presidente Luciani – possa far maturare una nuova attenzione alle attese e ai diritti delle donne lavoratrici». «Secondo i nostri dati, con riferimento al consuntivo 2020/2021, nel biennio sono stati denunciato complessivamente circa 191mila infortuni da infezione da Covid in ambito lavorativo – fanno sapere proprio dall’Anmil – di questi ben 130mila, pari al 68,3% del totale, hanno colpito la componente femminile. E sul fronte infortuni mortali sono 142 per le donne, pari al 17,5% del totale».





















