di Leonardo Nevischi

“Vengo anche io. No tu no”. Parafrasando il brano musicale di Enzo Jannacci del 1967, è proprio quello che sta succedendo alla città di Fermo nell’ambito dell’Avviso pubblico riguardante l’individuazione di progetti volti alla valorizzazione dei comuni a vocazione turistico-culturale nei cui territori sono ubicati siti riconosciuti patrimonio dell’umanità e dei comuni appartenenti alla rete delle città creative dell’Unesco. «Questo bando – spiega Francesco Trasatti – assegna dei finanziamenti importanti alle città Unesco a vocazione culturale, storica, artistica e paesaggistica. Tra queste però non rientrano le Learning Cities, le città dell’apprendimento». E, purtroppo, Fermo – insieme a Firenze, Lucca, Palermo, Torino e Trieste – è una di loro.

L’esclusione è dettata dal ministro del Turismo, Massimo Garavaglia. «C’è amarezza – seguita Trasatti nelle vesti di presidente dell’associazione “Fermo Città dell’apprendimento”, nonché delegato istituzionale del sindaco Calcinaro sulla questione -. Parliamo di contributi minimi pari a circa 150 mila euro, ma che potrebbero essere utili per accreditare ulteriormente Fermo come città Unesco. Insieme a noi restano escluse Lucca, Palermo, Firenze, Trieste, Torino e Palermo. Tuttavia le ultime due potrebbe prendere dei finanziamenti doppi sia per città patrimonio dell’Unesco (nel caso di Palermo), sia come città creativa del design (nel caso di Torino), sia come Learning City. Di fatto Lucca, Firenze e Fermo sono le uniche escluse del tutto».

«Da tempo ci stiamo muovendo sotto traccia perché Fermo – attraverso il direttore della sede fermana della scuola superiore per mediatori linguistici San Domenico, Carlo Nofri – presiede il tavolo di lavoro delle cinque città Learning City in Italia e ci siamo attivati subito con gli altri per inviare una riflessione congiunta al ministro Garavaglia. Lucca (Pd) e Trieste (Lega) si sono mossi anche attraverso i loro parlamentari e noi abbiamo fatto altrettanto con Mauro Lucentini, in quanto dello stesso partito del ministro Garavaglia (Lega). Lo ringrazio per essersi attivato e aver cercato di capire il motivo di questa dimenticanza. Non voglio pensare che ci siano state pressioni per tenere fuori tre città, però è spiacevole non avere l’opportunità di partecipare – seguita Trasatti -. Sembrerebbe che ormai l’unico intervento fattibile sia un emendamento al decreto attraverso una procedura parlamentare non proprio agevole: pertanto oltre a Lucentini vorremmo il coinvolgimento anche di Mirella Emiliozzi (Pd) e Francesco Verducci (M5S). Io sono pessimista vedo difficile che adesso si riesca ad emendare, però quantomeno vorremmo sapere il motivo di tale dimenticanza perché si tratta di un errore superficiale. Mi appello ai parlamentari: mi piacerebbe che si facesse squadra per stimolare una collaborazione territoriale, anche in unione con le altre città coinvolte».

Intanto la Learning City di Fermo ha avviato le pratiche burocratiche per richiedere finanziamenti a imprenditori, istituti di credito e Camera di Commercio. «Sono le cosiddette stakeholder e ci servono per avviare una serie di progetti: per prima cosa lavorare su un sito sia online sia cartaceo che raccolga tutto il mondo dell’apprendimento. Dobbiamo realizzare una sorta di censimento che sia di pubblico dominio, articolato e catalogato e che serva come base di lavoro per conoscere le attività delle scuole, delle contrade, delle società sportive – conclude Trasatti -. Allo stesso tempo stiamo lavorando ad un codice per la gestione del brand “Città dell’apprendimento”. Infine stiamo valutando anche dal punto di vista del bilancio comunale cosa può essere erogato per attività mirate».

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