
di Sandro Renzi
Per fondere Sge e Solgas prima che Loira termini il suo mandato non ci sono più i tempi tecnici. Tutto rinviato quindi a settembre quando la nuova giunta rivierasca sarà pienamente operativa. A rallentare un cammino lungo e complesso, avviato dopo l’acquisizione da parte della Sgr Rimini del 49% della società fermana nel 2016 e di altrettante quote della Sge qualche anno prima, alcune novità normative che vanno ad intaccare lo statuto a cui si stava già lavorando. «Andare in Consiglio comunale a fine aprile, peraltro l’ultimo di questo mandato, avendo tra i punti all’ordine del giorno anche la fusione delle sue società che si occupano della vendita del gas e della luce significava avere la documentazione completa qualche settimana prima per consentire ai consiglieri di studiarla -spiega il sindaco Nicola Loira- questo non è stato possibile per le sopraggiunte novità legislative e tecniche che hanno imposto un surplus di approfondimenti».
Questo non significa che quanto fatto fino ad oggi dai rispettivi organi dirigenziali sia da accantonare. Anzi, in questi anni sono state poste le basi per arrivare alla fusione delle due partecipate. Loira sgombra anche il campo da alcuni dubbi sulla valutazione dei rispettivi patrimoni. «Il rapporto di concambio è stato stabilito correttamente e tiene conto di una piccola differenza a vantaggio della società fermana, ma sostanzialmente si parte da una situazione di sinergia ed equilibrio. Ora l’obiettivo è modellare uno statuto che possa mettere in campo una società più grande che sappia muoversi in scenari e contesti assai mutevoli. Anche gli effetti della guerra tra Ucraina e Russia finiscono inevitabilmente per influenzare il percorso iniziato tra le due Amministrazioni comunali».

Una cosa è certa, dunque, se la fusione non si realizzerà nell’immediato, resta pur sempre la prospettiva industriale a cui tanto Fermo quanto Porto San Giorgio intendono dare seguito. Per questo il sindaco uscente sente l’obbligo di rivolgere un appello a chi verrà dopo di lui. «E’ l’unica strada da seguire -spiega- mi auguro che la nuova Amministrazione, che si tratti di una giunta guidata da Gramegna o da Vesprini, lavori da subito per una società forte nella quale il partener privato ha messo a disposizione il know how necessario. Per quanto riguarda la Sge, rivolgo un ringraziamento all’amministratore Iezzi per il lavoro svolto in questi anni. Mi impegnerò in prima persona, comunque, affinché nella prossima Amministrazione venga sempre tutelato il patrimonio pubblico».














