di Sandro Renzi

Caterina Botticelli, classe 1973, costumista e stilista, da anni residente a Milano, ma sempre vicina alla sua città natale, è la sangiorgese dell’anno (settima edizione) premiata al Teatro comunale, nella serata che ha visto coprotagonista la banda di Porto San Giorgio diretta dal maestro Mirco Barani nel suo tradizionale concerto in onore del Patrono. L’onorificenza si tinge così di rosa grazie ad una professionista che ha portato il nome di Porto San Giorgio ben oltre i confini nazionali, nelle tante manifestazioni che l’hanno vista protagonista in oltre venti anni di duro e paziente lavoro. «Felice di ricevere questo premio perché sono una donna che lavora in un settore difficile per le donne». Il sindaco Nicola Loira ed il presidente del Gran Concerto municipale, Vicenzo Cestarelli, le hanno consegnato l’ambito riconoscimento. «Sono contento di premiare Caterina che non vedo forse da una trentina di anni -ha ricordato Loira- me nel suo volto riconosco quello del padre e della madre. L’arte ha iniziato a respirarla già nel negozio di famiglia, un punto di riferimento per tutto il quartiere nord». Il sindaco ha voluto approfittare della circostanza per salutare la sua città dopo due mandati consecutivi alla sui guida.  «La barca sta rientrando in porto, si deve scendere, giusto che sia così dopo un percorso lungo e faticoso. E’ stata la sublimazione di un amore con la mia città, quella dei miei genitori e dei miei figli, è stato giusto logorarsi per essa. Saluto tutti i sangiorgesi, quelli che mi hanno supportato e quelli che non mi hanno voluto bene, qualche problema non sarà stato risolto, ma credo di avercela messa tutta». 

Prima la lunga gavetta, al fianco di registi teatrali di calibro nazionale, come Zeffirelli e Ronconi, fatta di innumerevoli esperienze tra laboratori e sartorie. Poi, mano a mano, forte dell’esperienza maturata in un settore chiave nell’allestimento delle rappresentazioni teatrali, l’approdo ai primi festival (quello dei Due Mondi di Spoleto o il Macerata Opera Festival), al Piccolo Teatro di Milano (2007) dove ricoprirà il ruolo di assistente ai costumi nel lavoro “Inventato di Sana Pianta” di Luca Ronconi, un crescendo che la porterà a girare l’Italia da nord a sud passando per il Comunale di Bologna, il Lirico di Cagliari, il Regio di Parma, l’Arena di Verona, solo per citarne alcuni. Un curriculum lungo e denso di esperienze professionali che l’hanno vista sfondare anche nel cinema come assistente ai costumi per i film “Saturno Contro” di Ferzan Ozpetck e le Rose del Deserto di Mario Monicelli.

Laureata in Scenografia all’Accademia di Belle Arti di Macerata, Caterina Botticelli non ci ha pensato due volte ad assecondare la sua passione consapevole di dover lasciare la sua amata Porto San Giorgio. Bagaglio in mano, si è trasferita a Milano dove ha iniziato la sua carriera. Accanto ai festival ed al teatro, però, la 49enne sangiorgese ha messo a segno altri successi curando personalmente i costumi di importantissimi eventi sportivi internazionali. Lo ha fatto nel 2016 occupandosi dei vestiti per la cerimonia di chiusura delle Paralimpiadi di Rio. L’anno successivo, nel 2017, dal Brasile è volata all’Azerbaijan, da Rio a Baku. Sua la totale gestione dei costumi con i quali si sono aperti ufficialmente i Giochi della solidarietà islamica nell’ex repubblica sovietica. Creazioni di Tim Chapel, premio Oscar per “Priscilla regina del deserto”. Caterina è stata la head of costume della manifestazione a cui hanno partecipato atleti provenienti da 57 Paesi membri della Issf con sede nei quattro continenti. Dieci anni prima il suo curriculum annoverava i giochi invernali di Torino. «Quando la costumista, Giovanna Buzzi, mi chiamò mi sembrava un sogno, poter lavorare con i costumi da fa indossare ad oltre 10.000 persone» ricorda Caterina. Dopo Torino, Londra, poi Sochi. Nel 2018 la ritroviamo a Giacarta, in Indonesia, per la XVIII edizione dei Giochi asiatici a cui hanno preso parte oltre 40 Paesi. Ed anche in questa circostanza con il ruolo di head of custome. Eccola riprendere l’ennesimo aereo e lasciarsi alle spalle Porto San Giorgio. Di 1500 persone la sangiorgese si è dovuta occupare questa volta. I Giochi di Giacarta e Palembang, la cui prima manifestazione risale al 1951 in India, vedevano tra i Paesi partecipanti Afghanistan, Cina, Corea del Sud, India, iran, Iraq, Laos, Malaysia, Pakistan. Oman, Vietnam. «La routine lavorativa è sempre quella, tante ore di prove, riunioni per realizzare uno spettacolo che ha mostrato l’Indonesia al mondo intero. Questa esperienza, stavolta più di sempre, è stata forte per le persone che ho avuto modo di incrociare. Il mio lavoro mi offre l’opportunità di essere in giro per il mondo e conoscere culture differenti, di cui spesso abbiamo paura» aveva commentato a Cronache Fermane la sua esperienza a Giacarta.

Nel 2019, Caterina Botticelli, archiviata l’esperienza di Giacarta, è andata In Sudamerica, nel Perù, Paese che ha ospitato i Pan American Games, ovvero i giochi olimpici del continente americano, nel ruolo di costum wardrobe manager. Dopo oltre un anno di stop forzato per il Covid, ritroviamo Caterina nella vesta di Costume assistant , fitting e set per il film di Ridley Scott “House of Gucci” (2021) e prima assistente di Ursula Patzak in “Nostalgia” di Mario Martone. Chissà che emozione per lei, abituata sì a calcare i palcoscenici del mondo, ma dietro le quinte, trovarsi anche per pochi istanti di fronte agli amici, ai concittadini, nel teatro della sua Porto San Giorgio e stringere tra le mani un riconoscimento così prestigioso.

 

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