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Prende il via il laboratorio “Sulle Tracce dei Piceni” finanziato dal Gal Fermano

FERMO - Durante l’evento, quattro studenti del Liceo Classico Statale di Fermo del corso opzionale sui Beni Culturali e uno studente dell’Itet Carducci-Galilei, hanno avuto il compito di sintetizzare gli interventi su alcuni cartelloni affissi ai lati dell’Auditorium. Il loro riassunto sarà un fondamentale punto di partenza per le fasi successive del laboratorio finanziato dal Gal Fermano
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Il laboratorio sperimentale “Sulle Tracce dei Piceni”, finanziato dal Gal Fermano, prende il via all’auditorium Filippo Neri. La prima parte della Tavola Rotonda “Sulle tracce dei Piceni” è stata riservata ai saluti istituzionali. L’assessore di Fermo, Micol Lanzidei ha ringraziato gli organizzatori per l’incontro: «La storia dei Piceni è una grandissima risorsa ‘naturale’, perché connaturata al nostro territorio ed è fondamentale imparare a comunicarla». Il prefetto di Fermo Vincenza Filippi si è detta entusiasta di parlare di arte, archeologia e turismo nella chiesa di San Filippo Neri: «In questo momento critico, la cultura sembra scendere in secondo piano, ma l’economia culturale non va trascurata, perché si tratta di un’economia intelligente, che verte sui nostri valori e sull’esportazione della nostra cultura». 

La dottoressa Michela Borri, presidente del Gal Fermano, ha visto nella Tavola Rotonda «la concretizzazione di uno dei punti fondamentali di “Pil-Itinerari di storia”» ricordando che «il Gal non investe solo sulla valorizzazione di aziende e strutture, ma anche sulla promozione del territorio, cercando sempre modi innovativi e diversi di comunicare». Infine, il video-messaggio dell’assessore con delega alla cultura della Regione Marche, Giorgia Latini, che ha ricordato «il costante impegno della Regione per la cultura del nostro territorio: i Piceni sono un esempio perfetto del valore identitario che merita di essere riscoperto e divulgato».

Si è entrati poi nel vivo del seminario con le parole dell’organizzatrice del laboratorio, la dottoressa Anna Censi, che si è presentata al pubblico come “picena” che vive tra Fermo e Milano. «È una manager umanista, che si occupa – fanno sapere gli organizzatori – principalmente di marketing turistico e culturale. La dottoressa Censi si chiede come rendere interessante la narrativa dei Piceni e quindi come passare dall’archeologia al turismo. Al centro del suo intervento c’è la narrazione storica-culturale, fondamentale per costruire ponti intergenerazionali che guardano al futuro». «Se non sei sui media, non esisti – afferma la dottoressa Censi, riferendosi in particolare ai media digitali – oggigiorno sono facilmente accessibili a tutti. I media digitali permettono la narrazione, ma deve essere una narrazione attrattiva, strettamente legata alle proposte turistiche. La narrazione non deve essere romanzata, ma basata su fatti concreti, e non deve nemmeno essere uno storytelling, che richiede un certo “passaparola”, ma piuttosto una narrazione gestita direttamente dai territori per motivare il potenziale turista». 

Si è entrati poi nel vivo della Tavola Rotonda e il pubblico dell’Auditorium San Filippo si è immerso nella storia dei Piceni. I primi a discutere sui tratti salienti dei piceni sono stati il professor Alessandro Naso, ordinario di Etruscologia e Antichità Italiche presso l’Università di Napoli Federico II, e l’antropologo Giacomo Recchioni. Entrambi gli interventi hanno tratteggiato una civiltà aperta agli scambi commerciali e inserita nella rotta marittima dell’Adriatico che congiungeva la via dell’ambra al Mediterraneo. Esperti artigiani, capaci agricoltori ma anche guerrieri: tanti gli scavi e le evidenze raccolte ma ancora parecchi aspetti da approfondire e chiarire perché rimane sempre molto da scoprire. E’ toccato, invece, a due professioniste il dibattito su come narrare questa antica civiltà sui media digitali e non: la professoressa Lella Mazzoli, direttrice dell’Istituto per la Formazione al Giornalismo presso l’Università di Urbino Carlo Bo e la dottoressa Mafe de Baggis, Digital Strategist. Dai loro interventi è emersa l’importanza di valorizzare il patrimonio culturale narrando storie che si ha piacere di ascoltare o pubblicando immagini che attraggano l’attenzione. «Il fattore chiave è essere presenti sui media digitali ma non solo, l’approccio più efficace è quello multimediale – quanto sostenuto dalla professoressa Lella Mazzoli –  Fondamentali le tecniche di coinvolgimento del potenziale turista, quali l’utilizzo di giochi o l’identificazione di un elemento distintivo da riprendere anche in termini grafici e da rilanciare nel mondo digitale». «Sempre mantenendo l’autenticità di quanto proposto e raccontato» ha sottolineato Mafe de Baggis.

In conclusione, anche gli invitati hanno preso la parola per confrontarsi con gli esperti. La dottoressa Nicoletta Frapiccini, direttrice dell’Antiquarium Statale di Numana, ha fatto presente l’impegno degli esperti e delle istituzioni nelle fasi che precedono le fasi di annuncio e di divulgazione dei fatti archeologici. «Il segreto è raccontare con leggerezza i contenuti rigorosissimi che si basano su anni di scavi e di studi e misurare ogni parola con il bilancino» ha suggerito la dottoressa Frapiccini. La dottoressa Paola Capriotti, vicepresidente dell’Associazione Villaggi Marche, ha ricordato che l’Associazione è costituita da piceni, da Senigallia in giù, e che «la consapevolezza delle proprie origini e della propria storia aiuta a dare senso al brand Marche». Infine la dottoressa Barbara Toce, vicepresidente del congresso dei poteri locali e regionali del Consiglio d’Europa e Ambasciatrice dell’itinerario culturale “La rotta dei Fenici” ha ricordato che il Consiglio d’Europa ha certificato 45 itinerari culturali in tutta Europa e li ha rilanciati nel corso degli ultimi anni a fronte del crescente interesse per il turismo esperienziale. «Una ventina di questi 45 itinerari culturali passano sul territorio della Regione Marche ma fino a poco tempo fa non se ne era a conoscenza. Ad oggi anche i Comuni di Fermo e Porto San Giorgio hanno aderito alla Rotta dei Fenici»

Durante l’evento, quattro studenti del Liceo Classico Statale di Fermo del corso opzionale sui Beni Culturali e uno studente dell’Itet Carducci-Galilei, hanno avuto il compito di sintetizzare gli interventi su alcuni cartelloni affissi ai lati dell’Auditorium. Il loro riassunto sarà un fondamentale punto di partenza per le fasi successive del laboratorio finanziato dal Gal Fermano. 

 


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