Giornata di festa, quella di ieri, per la Misericordia di Montegiorgio che ha aperto il Sinodo delle consorelle e abbracciato, dopo la rituale cerimonia di vestizione, i nuovi confratelli. «Per la Misericordia di Montegiorgio – conferma il governatore Cristiano Bei – è una giornata importante, oltre alla vestizione dei nuovi Confratelli, si è aperto per noi il Sinodo delle Misericordie. Rappresenta per noi un cammino di rigenerazione, di rinascita, di partenza che ci dovrà portare a riscoprire le nostre origini, lo spirito che ci ha fatto nascere e che ci ha condotto fino ad oggi, volgendo lo sguardo anche al presente, contesto storico, sociale, culturale in cui viviamo, accogliendo le esigenze del momento. La pandemia ha segnato profondamente ognuno di noi, ha diviso la nostra esistenza in un’epoca pre-covid e in un’altra con il covid. Ciò che sembrava scontato o banale, all’improvviso non lo è stato più. Abbiamo visto e costatato come tutto può cambiare rapidamente e velocemente e tornare poi alla normalità. La pandemia ci deve insegnare le belle cose di questo nostro territorio, credo che la Misericordia di Montegiorgio rientri a pieno titolo tra queste ed è importante che non venga considerata come una realtà oramai scontata, e che non vengano considerati scontati i servizi erogati sul territorio».
Alla solenne cerimonia hanno preso parte il sindaco di Montegiorgio, Michele Ortenzi, anche nelle vesti di presidente della Provincia, e diversi primi cittadini dei territori comunali in cui la Misericordia opera. Con loro anche il comandante della compagnia di Montegiorgio, il capitano Massimo Canale, accompagnato dal luogotenente Ignazio Costantini, comandante della locale stazione dell’Arma. In chiesa anche rappresentanti Fratres, Avis e Protezione Civile di Montegiorgio con il coordinatore Andrea Brandi
«Far parte della Misericordia – aggiunge Bei – è un’esperienza di vita straordinaria, ma bisogna che tutti abbiano la consapevolezza che dietro un’ambulanza che parte c’è un’enorme lavoro di formazione, organizzazione a vari livelli. Tutto questo sfugge a chi non è all’interno dell’associazione ma c’è ed è molto importante è impegnativo. Per questo, ora più che mai la Misericordia di Montegiorgio ha bisogno d’essere apprezzata e sostenuta, in modo corale dai cittadini, dai volontari, dai collaboratori, dalle istituzioni locali, dagli imprenditori del territorio, perché la Misericordia è di tutti. La Misericordia ha bisogno di rifiorire dopo questa pandemia, e questo dev’essere un impegno e un obbiettivo comune per tutti». Dalle celebrazioni sacre alla conviviale durante la quale sono stati consegnati gli attestati ‘stella al merito della carità’ per 30 anni di servizio attivo ai volontari presenti, attestati di benemerenza rilasciati dalla presidenza nazionale delle Misericordie a tutti quei volontari che hanno combattuto in prima linea la pandemia.
Cristiano Ninonà



























