di Matteo Malaspina

Soluzioni immediati tramite la riforma del terzo settore, i progetti legati ai fondi del Pnrr e del Pon, oltre al piano europeo sulla Child Guarantee. Sono queste le priorità emerse nelle giornate di ieri ed oggi nel corso del convegno “Welfare umano” organizzato dalla Comunità di Capodarco di Fermo al quale ha preso parte, collegato in videocall anche il ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Andrea Orlando. Un convegno, quello presieduto da don Vinicio Albanesi per porre l’attenzione in particolare sui servizi rivolti alle persone anziane e agli adolescenti e al quale ha partecipato anche l’ex ministro Livia Turco oltre ad altre personalità importanti. Insomma al centro del dibattito una riflessione sui servizi sociali.

«Quest’anno nella legge di bilancio, per la prima volta, sono stati inseriti dei livelli essenziali legati alle prestazioni sociali. Per anni abbiamo ascoltato lo strano sillogismo “pubblico uguale a spreco”, ma ci è voluta una pandemia per far capire a tutti che un sistema di protezione sociale pubblico è una ricchezza, tanto è vero che i paesi che lo avevano sono quelli che hanno reagito meglio alla pandemia – ha detto Orlando – Abbiamo iniziato un lavoro sull’infrastruttura sociale coinvolgendo il terzo settore e le amministrazioni locali. Non tutto si risolve con i soldi stanziati ma c’è bisogno di una visione che accompagni questo processo».

Il ministro del governo Draghi ha poi ricordato come la riforma della non autosufficienza è al vaglio di Palazzo Chigi, con la speranza che arrivi in Parlamento entro il prossimo autunno: «Ci troviamo di fronte ad una serie di tasselli importanti che nei prossimi due/tre anni possono consentirci un salto di qualità, con il superamento dell’idea della monetizzazione e la realizzazione di una riforma della non autosufficienza. È una sfida grandissima che nell’ambito del sociale non ha precedenti – ha spiegato Orlando -. Tra le proposte c’è quella di una nuova domiciliarità. Ci siamo impegnati con l’Unione europea a costruire un sistema di supporto ai non autosufficienti che non sia una confusa articolazione di poteri dello Stato che interloquiscono con il singolo, ma un sistema di personalizzazione del trattamento che ci consenta di vincere la sfida rappresentata dal legare la longevità alla qualità della vita».

Il ministro ha poi posto l’accento sulla formazione delle figure che assistono gli anziani. «Bisogna investire su questo perché, con la pandemia, abbiamo capito che è una cosa che fa la differenza. Altro tema importante è anche quello degli adolescenti, vittime del lockdown come gli anziani, che ora si ritrovano in un disagio sociale che sfocia in atti di bullismo e risse».

Orlando ha infine ricordato che i nuovi fondi del Pon hanno, rispetto agli anni passati, un’ambizione maggiore di quella di agire sul solo contrasto alla povertà, ponendosi l’obiettivo di rafforzare tutti gli interventi in capo ai servizi sociali. «Contiamo di chiudere l’attuazione della riforma del terzo settore entro il prossimo ottobre – ha detto il ministro – I fondi del Pnrr, quelli del Pon, così come quelli dedicati alla lotta allo sfruttamento sono tutti tasselli che rappresentano un’occasione importante da non perdere».

Alla conclusione dell’intervento, don Vinicio ha sollecitato il ministro di organizzare una sorta di Stati Generali che coinvolgano tutte le realtà per discutere dei provvedimenti. Proposta accettata da Orlando che promette di fissare a breve una data.

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