di Francesco Silla

Un progetto fortemente voluto dal liceo artistico Preziotti-Licini, sotto la guida attenta del professor Giustozzi, docente dello stesso liceo e curatore della mostra, in collaborazione con il comune di Fermo e la fondazione Carifermo. Stiamo parlando delle opere di Costanzo Corrina in mostra alle Piccole Cisterne di Fermo.

Una mostra che ridà fasto ad uno degli artisti e scultori marchigiani più apprezzati nel territorio fermano, Costanzo Corrina, appunto, alla prima mostra monografica realizzata con le sue opere. Corrina è stato docente al Liceo di Fermo e le sue opere potranno essere apprezzate e riscoperte sotto la nuova veste della mostra, che si terrà nelle Piccole Cisterne romane, da domani a domenica 31 luglio, tutti i giorni dalle 16 alle 20 e tutti i giovedì dalle 21 alle 24.
Introduce la conferenza stampa Micol Lanzidei, assessora alle politiche culturali del comune di Fermo: «Siamo felici come amministrazione di aver potuto ospitare questo progetto, in collaborazione con il liceo, in un luogo storico come le piccole cisterne romane. Ringrazio il liceo e gli eredi di Corrina, che hanno permesso tutto questo. Qui abbiamo un bell’assaggio del lavoro dell’artista con più di cinquanta opere».

Nunzio Giustozzi descrive la figura di Costanzo Corrina, come «un artista unico, che si è innamorato del nostro territorio. Corrina era pesarese di nascita ma è stato adottato dal nostro Comune durante gli anni di insegnamento. Non aveva avuto mai una mostra personale e abbiamo voluto omaggiarlo organizzandone una che racchiudesse più aspetti della sua eredità artistica. Io ho avuto la fortuna di conoscerlo e mi sono innamorato del suo stile figurativo, fatto di rimandi al rococò, al barocco fino ad arrivare alle avanguardie e al post-umano. La mostra è strutturata e divisa in periodi, ma non in senso prettamente cronologico; abbiamo voluto creare degli “attraversamenti” nella sua opera, permessi dagli archi di questo luogo meraviglioso. La riconoscibilità del suo stile ne sottolinea l’importanza della sua parabola creativa. La ricercatezza sta nel diverso e variegato utilizzo di materiali per le sue sculture, che vanno dal cemento al manganese, dalle ceramiche ai bronzi fino ad arrivare all’argilla refrattaria. Alla base della sua opera sta lo studio del corpo umano e la sua plasticità, messa in contrasto con sfondi geometrici. La particolarità della mostra sta nel racchiudere i vari momenti dell’artista, dalle sculture sacre a quelle colme di visioni apocalittiche e meccaniche».
Un ultimo commento arriva poi dal figlio dell’artista, Matteo, che ringrazia l’organizzazione e il supporto di Comune e scuola: «Sono qui in rappresentanza anche dei miei fratelli. Io ho conosciuto mio padre al di fuori del suo impegno artistico, ma grazie a questa mostra posso riscoprire il valore delle sue opere». La mostra verrà inaugurata domani 2 luglio alle 18,30, e rimarrà aperta fino a domenica 31 luglio, tutti i giorni dalle 16 alle 20 e tutti i giovedì anche dalle 21 alle 24. L’ingresso è gratuito.

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