di Sandro Renzi

Neanche il Covid ha fermato la voglia di investire a Porto San Giorgio. Il commercio rivierasco in tre anni, due dei quali segnati pesantemente dalla pandemia e dai lockdown, ha visto crescere le attività in quasi tutti i settori. Ne sono una dimostrazione le ultime 5 o 6 inaugurazioni che hanno accompagnato l’inizio dell’Amministrazione Vesprini in queste due settimane appena trascorse. Non sono mancate chiusure, ovviamente, alcune causate proprio dal Covid, altre già decise ma anticipate al comparire dei lockdown. Tuttavia, il saldo resta ancora positivo. I dati che accompagnano il Dup, documento unico di programmazione 2022-2024, approvato, si fermano al febbraio di quest’anno. Raccontano di un incremento a dir poco “vertiginoso” del cosiddetto commercio in sede fissa che dalle 654 attività del 2018 è balzato a 697 di cui 29 medie strutture e 12 giornalai.

Segno che la piazza sangiorgese ancora tira e non solo per il food. In quest’ultimo comparto il numero complessivo di bar, pizzerie e ristoranti è rimasto sostanzialmente invariato, poco sopra quota 210. Eppure è quello che sembrava essere cresciuto più di tutti. Anche per le strutture ricettive (alberghi, pensioni, B&B), che hanno gioco forza approfittato di un turismo “casalingo” imposto dal Covid, si registra l’apertura di ben 19 nuove attività in tre anni. Ora a Porto San Giorgio ce ne sono 77. Nessuna novità ovviamente, per gli stabilimenti balneari, fermi a quota 60. Mentre sono salite a 97 le attività di acconciatori ed estetiste, quando nel 2018 erano 89. Un settore, quello legato alla cura delle bellezza, che traina il commercio. Pesante battuta d’arresto invece per gli operatori su aree pubbliche itineranti passati da 152 a 84.

Nessuna novità per le agenzie di viaggio, che restano sempre a 10. E per le attività funebri (5). Mentre ha chiuso i battenti l’unica attività di agriturismo certificata dal Dup. Giù le serrande pure per un distributore di benzina: ad oggi quindi ne risultano solo 11 di cui uno privato. Due in più sono le lavanderie (10), e raddoppiate le attività di panificazione da 5 ad 11. E 2 in più anche gli operatori che gravitano all’interno del mercato ortofrutticolo. Questa, dunque, la fotografia del commercio a Porto San Giorgio, a febbraio di quest’anno. Poco è cambiato nel frattempo, e questa è la situazione che si è trovato di fronte il neoassessore Giampiero Marcattili. Che dovrà rimboccarsi le maniche per  tutelare il saldo positivo tra cessazioni ed aperture e creare nuove opportunità per riportare il centro a vivere i fasti di qualche decennio fa.

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