
Andrea Rogante
«Rieccomi, più pronto e carico di sempre. Ora si fa sul serio». Andrea Rogante torna a far sentire la sua voce dai banchi della maggioranza. Ieri sera il rieletto consigliere comunale è tornato a sedersi nuovamente sui banchi della maggioranza consiliare. Lui, meglio noto come ‘assessore alle discoteche’ o ‘artigiano-artista’ alla guida dell’azienda Ma.Pa. a dirla tutta, anche in questi ultimi 10 anni, pur non rivestendo un incarico pubblico (dopo quello di consigliere comunale con l’amministrazione Agostini) non ha mai smesso di dire la sua per Porto San Giorgio. Ma da ieri sera, rivestiti i panni istituzionali di consigliere comunale, è tornato a premere sull’acceleratore per Porto San Giorgio. E, si sa, le sue parole fanno sempre ‘rumore’ nell’opinione pubblica sangiorgese, e non solo.
«Bene i saluti, i ringraziamenti, bene l’insediamento e il giuramento del sindaco Valerio Vesprini – parte in quinta Rogante, a margine della seduta del consiglio – ho sentito degli auguri da parte della minoranza, in particolar modo del consigliere De Luna che mi stonano un pò. Ho percepito un certo sarcasmo che non mi aggrada un granché. Io sono uno abituato a dire le cose per come stanno, per come le vedo. Nel mio primo intervento ho chiesto al primo cittadino di iniziare da subito a discutere su questioni importanti per la città. Mi riferisco, ad esempio, al rilancio del porto, al rilancio di un turismo vero. Fino ad oggi abbiamo sentito parlare solo di lucine di Natale e piste di ghiaccio. Niente di associabile a politica vera per la città. Ho sentito dire dalla minoranza che ci avrebbero lasciato in eredità un tesoretto di 860mila euro. E dove sono questi soldi? Un conto che definirei a dir poco approssimativo. In realtà ce ne sono 430mila perché il resto non è in cassa. Siamo seri, facciamo i seri. Qui abbiamo un assessore all’ambiente, Fabio Senzacqua, che deve affrontare una stagione estiva con 16mila euro, uno al turismo e commercio, Giampiero Marcattili che ne ha 15mila per la Notte Rosa. Se questo è un tesoretto, devo rivedere il significato di questa parola».
Rogante, dunque, torna da consigliere, si diceva. Ma lui non ha mai smesso di parlare: «E l’ho sempre fatto per l’attaccamento a Porto San Giorgio, per il bene della città. Invito il sindaco a sfruttare i contatti con la Regione e con il governo centrale, tramite l’onorevole Lucentini, sempre presente sul territorio, per ottenere quanti più fondi possibili per la città, a partire da quelli del Pnrr. Senza fondi, non ci prendiamo in giro, non si fa nulla». Sembra quasi parlare da imprenditore, Rogante: «Beh, certo, penso sia un pregio. D’altronde è chi lavora che ha il miglior pragmatismo. Senza soldi che si fa? Ditemelo voi. E’ un ragionamento concreto, e credo anche che sia una valutazione corretta. Inutile fare voli pindarici se poi non si ha un euro in cassa».














