
Fabio Bragagnolo
«E’ stata, è ancora un’emozione incredibile. Ma francamente quelle tre votazioni per eleggermi un pò mi hanno ferito». A parlare è il nuovo presidente del Consiglio di Porto San Giorgio, Fabio Bragagnolo, eletto con 11 voti nel corso della prima assise dell’amministrazione Vesprini. Certo, anche lui lo sa, è mancato un voto dalla maggioranza. Ma quello che Bragagnolo non ha mandato giù sono i voti mancati dalle fila dell’opposizione. «Beh sì, lo ammetto. Mi è dispiaciuto. Ma dalla maggioranza, su mio esplicito invito, abbiamo dato dimostrazione di essere diversi da loro votando per Ciabattoni alla vicepresidenza».
«In tanti anni di consiglio comunale non avevo mai avuto un ruolo simile. E non nego di essermi molto emozionato – racconta Bragagnolo – mi tremavano anche un pò le gambe. Vedere tutte quelle persone che hanno partecipato all’assise è stato davvero incredibile. Voglio scusarmi se alla prima seduta ho avuto qualche dimenticanza, colpa dell’emozione». Ma dicevamo, qualcosa per il presidente è andato storto: «Sì, arrivare alla terza votazione. In un pourparler l’opposizione aveva detto che mi avrebbe votato. E invece non è stato così. Hanno motivato la scelta con l’opportunità di una riunione di capigruppo prima di esprimersi su un nome. La trovo una formalità che stona con quanto sostenuto fino al giorno prima. Mi hanno sempre riconosciuto il merito di votare secondo coscienza. Evidentemente per loro non è un vero merito. Comunque la maggioranza, su mio espresso invito, ha dato dimostrazione di essere diversa da loro non arenandosi sulle formalità ma guardando diretti alle cose reali».
Bene, ma adesso che è stato eletto, come sarà la presidenza by Bragagnolo: «Sicuramente farò rispettare lo Statuto, a partire dai tempi a disposizione dei consiglieri. Non tollererò sforamenti. Sarò assolutamente equo e democratico, e anche per questo non tollererò se qualcuno disturba un altro mentre parla». Bragagnolo, nel suo intervento, ha parlato di cassette del pesce, una metafora marinara per identificare il peso reale delle persone e dei fatti: «Esatto, mio padre mi diceva sempre che non conta da quale peschereccio provieni, una metafora in questo caso associabile ai partiti, l’importante è chi porta la cassetta di pesce più piena, più ricca. E io, in questi decenni sono andato in crescendo con i voti, quindi credo di aver apportato una bella cassetta. Ora comunque non fatemi parlare di me. Voglio rivolgere un augurio ai consiglieri, soprattutto ai nuovi e ai giovani: intervengano sempre e in maniera fattiva e costruttiva in Consiglio. A loro, come pure al sindaco, agli assessori e, certamente, anche a me stesso, auguro di lavorare tutti per il bene della città». Un’ultima questione. Teresa Scriboni, amica storica di Bragagnolo, è rimasta a bocca asciutta. Non è entrata in Consiglio, non ha avuto un assessorato. Nulla, per il momento. Ha rinunciato ad entrare in giunta perché, stando a quanto dichiarato dalla diretta interessata, le deleghe per lei sarebbero state commercio e bilancio. Avrebbe gradito commercio e turismo insieme, deleghe che poi si sono riaccoppiate per Marcattili « I patti erano che a noi sarebbe spettato o un assessorato o la presidenza del Consiglio. E lei, dinanzi ai miei 299 voti, ha ritenuto opportuno fare un passo indietro rinunciando all’assessorato. Mi ha detto che non sarebbe stato giusto per me».














