
di Sandro Renzi
Alcune certezze ci sono. I soldi, le date e da dove si comincia. E’ una corsa contro il tempo quella che ha ingaggiato l’Amministrazione Vesprini per partire con la riqualificazione del lungomare Gramsci. Dopo due maggioranze, l’ultima ieri sera, e dopo un confronto tecnico con la società Arkteam che dovrà predisporre il progetto definitivo, si è deciso di aprire il cantiere all’altezza dello chalet Duilio. A disposizione, come noto, ci sono 4 milioni di euro del Pnrr. Dove si arriverà? Bocche cucite, sia da parte dei tecnici che dell’Amministrazione. Nessuno si sbilancia. «Dipende, per l’appunto, dal progetto definitivo» spiegano. Un indizio serve a capire che, rispetto al piano di fattibilità del 2019, le aspettative vanno ridimensionate. Il motivo? L’aumento dei prezzi delle materie prime. Anche del 30 o 40% in più negli ultimi dieci mesi.
Importante, per ora, è avviare l’iter perché le scadenze imposte dall’Ue sono tassative. Lo conferma il sindaco Valerio Vesprini. «Appena insediati ci siamo trovati subito ad affrontare questa problematica, i fondi del Pnrr devono infatti essere spesi entro una precisa scadenza, ovvero il 2026. Entro il 30 giugno 2023 andrà invece chiuso l’appalto ed entro il 30 settembre avviati i lavori. 31 marzo 2026 termine degli stessi». Proprio il cronoprogramma, così stringente, ha impresso un’accelerazione anche rispetto alle scelte politiche da compiere. «Ci siamo messi a lavorare con i tecnici e con la maggioranza per individuare l’intervento più opportuno che tenesse conto anche del piano di spiaggia e della fascia di rispetto. Alcuni chalet non si sono ancora adeguati nella zona centrale ed a nord, abbiamo allora deciso di far partire il lavoro da sud, dallo chalet Duilio, da lì in poi non ci sono problemi» spiega ancora Vesprini.
Partire da sud, insomma, è anche la scelta più semplice che consentirebbe di rispettare i tempi. «Abbiamo anche pensato che la riqualificazione del lungomare sud potesse essere un collante tra il piano del porto, l’apertura del ponte sul fiume Ete e il centro della città. L’augurio è di poter arrivare a conclusione e quindi di completare i lavori per tutta la lunghezza del lungomare» gli fa eco l’assessore Lauro Salvatelli. Dallo stabilimento Duilio in direzione nord tutte le strutture sono a norma e rispettano la fascia di tre metri, fino al centro dove altri chalet non risultano allineati al piano di spiaggia ma dovranno farlo con la direttiva Bolkestein. «Nei bandi si metterà anche questa condizione» assicura il primo cittadino «intanto diamo tempo a chi non è in regola di adeguarsi».
«Dove si arriverà dipende dalla progettazione definitiva e considerando lo scoglio dei maggiori costi dovremo fare delle valutazioni molto precise. Lo studio di fattibilità del 2019 resta la base di partenza su cui verranno apportate delle modifiche» spiega l’arch. Alessio Marini dello studio Arkteam di Ascoli. L’iter non è per nulla scontato e semplice. Lo ricorda l’ing. Stefano Sisi dell’ufficio tecnico comunale. «Dovremo chiedere pareri anche agli enti, la Sovrintendenza in primis che dovrà dire la sua ad esempio sui materiali da utilizzare per realizzare gli affacci sulle spiagge libere, e poi acquisire i pareri delle Dogane, del Demanio, della Regione». Una corsa, come detto, contro il tempo ed il rincaro prezzi. Se due anni fa il costo stimato per riqualificare tutto il lungomare era di circa 12 milioni di euro, adesso bisogna fare i conti con un incremento che potrebbe tranquillamente arrivare al 40%. Subito, quindi, bisognerà mettersi alla ricerca dei nuovi fondi per proseguire con l’opera. Il progetto di fattibilità redatto durante il secondo mandato Loira, pare di capire che sarà solo un punto di partenza e che la nuova Amministrazione vorrà lasciare un segno suggerendo probabilmente modifiche rispetto alle previsioni. Un’altra cosa è certa, la ciclabile, nel tratto interessato, farà parte del lungomare, ovvero sarà inglobata ad est.
















