Gli uomini della stazione di Fermo, all’esito di uno dei sistematici servizi di controllo sul territorio finalizzato alla prevenzione ed al contrasto dei reati predatori, hanno deferito in stato di libertà tre soggetti di etnia Rom, provenienti dal nord Italia, per possesso di chiavi alterate e grimaldelli, in concorso. Per uno di loro, in più, è scattata anche la denuncia per guida senza patente, prevista per un soggetto già sottoposto a misura di prevenzione.

«Nella mattinata di ieri gli uomini della stazione di Fermo, supportati dai colleghi di Porto Sant’Elpidio, nel corso di un servizio di prevenzione dei reati in danno del patrimonio, hanno intercettato una Mercedes “Classe A” con a bordo tre soggetti i cui particolari tratti somatici, sono subito saltati all’occhio dei militari perché li qualificavano come di etnia rom, mai visti in zona prima di quel momento – si legge nella ricostruzione dei fatti da parte dell’Arma -. Una volta intercettato e bloccato quel veicolo, un accertamento preliminare premiava il fiuto investigativo dei carabinieri, giacché tutti e tre i personaggi venivano identificati in rom provenienti dalla provincia di Pavia, gravati da numerosi precedenti di Polizia per reati specifici contro il patrimonio, in particolare furti».

«Condotti in caserma a Fermo, e perquisita accuratamente l’autovettura, i militari rinvenivano un vero e proprio “corredo del piccolo ladro”. Dal veicolo, infatti, in parte occultati anche nel vano motore, spuntavano diversi attrezzi e chiavi normalmente utilizzate per lo smontaggio di parti meccaniche e di carrozzeria di veicoli, come un sollevatore idraulico per auto privo di marca e contrassegni distintivi, compreso di accessori e leve per il funzionamento e sollevamento; una smerigliatrice angolare con relativa batteria; uno smonta gomme con relativa batteria; un caricatore per batterie; quattro dischi diamantati di varie misure; diverse paia di guanti da lavoro; quattro chiavi a bussola di diverse misure e sei accessori per svitabulloni di varie misure. Il corredo, infine, si completava di una chiave a cricchetto smontabulloni con accessori, ed un paio di grosse forbici da lavoro».

Secondo l’esperienza degli uomini della Benemerita, infatti, quella particolare attrezzatura non di rado verrebbe utilizzata specificamente per lo smontaggio di marmitte catalitiche di autoveicoli, per la successiva ricettazione dei metalli nobili contenuti in quei dispositivi. Al termine delle formalità di rito, i tre rom venivano deferiti alla locale Procura della Repubblica per il possesso ingiustificato di chiavi alterate e grimaldelli, in concorso. Per uno di loro, in più, ovvero il conducente del veicolo fermato, è scattata anche la denuncia per la violazione dell’art. 73 del d.Lgs. 159/2011, poiché costui si era posto alla guida dell’autovettura, pur risultando sprovvisto di patente di guida poiché mai conseguita, ed essendo egli già sottoposto alla misura di prevenzione personale dell’avviso orale emessa dal questore di Pavia, nel mese di aprile scorso. Mentre l’attrezzatura rinvenuta dagli uomini dell’Arma veniva sottoposta a sequestro per il successivo deposito presso l’ufficio corpi di reato del tribunale di Fermo, la Mercedes “Classe A” veniva sequestrata amministrativamente, ai fini della successiva confisca.

Per i tre Rom, però, la giornata si concludeva anche più amaramente. Sulla base della richiesta avanzata dall’Arma fermana, infatti, il questore di Fermo, quello stesso giorno, su predisposizione della dipendente divisione anticrimine, emetteva, a loro carico un provvedimento di foglio di via obbligatorio, con intimazione a non fare più rientro nel territorio del comune di Porto Sant’Elpidio per un periodo di tre anni, sotto pena di denuncia all’autorità giudiziaria in caso di trasgressione.

Il provvedimento emesso dal Questore di Fermo costituisce un’efficace misura di prevenzione nei confronti di soggetti potenzialmente pericolosi, ed in grado di commettere reati in questa provincia, dalla quale poi allontanarsi confidando nel fatto di non essere individuati perché non conosciuti. I tre Rom fermati dai carabinieri, infatti, non erano stati in grado di fornire una valida motivazione circa la loro presenza sul nostro territorio, portando al seguito, peraltro, diversi strumenti idonei all’effrazione. Il bel risultato di servizio conseguito dai carabinieri di Fermo, unito al tempestivo provvedimento adottato dal Questore di Fermo, dimostra ancora una volta quanto la perfetta sinergia ed interazione tra le forze dell’ordine, nella provincia di Fermo, consenta di mantenere alta la guardia nel presidio del territorio, per la prevenzione ed in pieno contrasto alle condotte illecite in danno della cittadinanza, in particolar modo quelle in danno del patrimonio e della persona.

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