«Ditemi voi, a me sembra inaudito. Multato e addirittura mi hanno decurtato i punti dalla patente. La sanzione l’ho pagata ma tutto ciò mi sembra davvero assurdo». A parlare è Roberto Basili, 50enne di Monterubbiano, con disabilità. Il casus belli è scoppiato lo scorso 21 agosto quando Basili è arrivato a Porto San Giorgio con la sua auto e, con ovviamente il tesserino da disabile esposto, ha parcheggiato in un posteggio riservato alle persone con disabilità, in centro.
Tornato alla sua auto, però, Basili ha trovato una sanzione da 90 euro (che scendono a 60 se la multa viene pagata nell’arco di dieci giorni, come previsto dal codice della strada) e per il conducente è scattata anche la decurtazione di tre punti dalla patente. Ma come è possibile, ci si chiederà: un disabile che posteggia l’auto in un parcheggio per disabili. Tutto in regola. Eppure no. Dirimente, nella vicenda, un cartello che indica che quel parcheggio è riservato dal 15 giugno al 15 settembre a un altro disabile.
«Primo, a mio avviso – sostiene Basili – quel cartello dovrebbe essere apposto prima del parcheggio e non a metà (ma questa è una considerazione soggettiva, ci mancherebbe). Secondo, capisco la sanzione, che oltretutto abbiamo già pagato, ma anche la decurtazione dei punti? Vanno bene le regole, che vanno rispettate, e ci mancherebbe. Ma mi sembra davvero eccessivo. Terzo, se un disabile ha un parcheggio riservato, perché solo nei mesi estivi? Allora concettualmente sarebbe più giusto riservarglielo per tutto l’anno, o no? Ho scritto al Comune per manifestare le mie rimostranze ma ancora non mi ha risposto nessuno. Ho scritto alla Polizia municipale, altro buco nell’acqua. Ho pagato la sanzione ma almeno aspetto delle scuse. Una cosa del genere l’ho trovata solo a Porto San Giorgio dove, oltretutto, il fenomeno dell’occupazione abusiva dei parcheggi per disabili è un fenomeno vergognoso. Sapete quante volte mi sono imbattuto in auto (senza cartellino per disabili) sui parcheggi riservati, magari con le quattro frecce? Una miriade. La mia, e spero che sia chiaro, non è una protesta contro la sanzione ma una battaglia di principio. E non mi fermerò qui, questo è certo».















