
Due quesiti, peraltro tecnici, del consigliere di maggioranza, Renzo Petrozzi (lista Si Può), rivolti all’assessore al bilancio, sono bastati per infiammare gli ultimissimi minuti del Consiglio comunale andato in scena ieri sera. «Qui siamo chiamati a fare politica e proposte e non possiamo limitarci ad alzare la mano su ciò che decidono gli uffici. Dobbiamo capire cosa si fa e dove si va. Capisco che questa Amministrazione per un terzo è la stessa della giunta Loira, ma io sono stato all’opposizione di quella giunta per cinque anni perché ha commesso degli errori, chiedo quindi discontinuità netta con l’Amministrazione precedente».
Questo l’incipit dell’intervento di Petrozzi che in buona sostanza, rivolgendosi all’assessore Petracci, chiedeva di investire risorse sulle reti del gas. «Non farlo ci porta ad avere una perequazione negativa e quindi paghiamo quando altri Comuni, grazie agli investimenti effettuati proprio sulle reti del gas, incassano. Su questo aspetto bisogna dare discontinuità con la giunta Loira» ha rimarcato il consigliere di maggioranza. Parole che non sono piaciute al suo collega di banco, Andrea Susino, intervenuto subito dopo, per contestare la scelta di Petrozzi di chiedere lumi. «Poiché facciamo le riunioni di maggioranza e lì si spiegano tutte le questioni, reputo non giusto chiedere le cose in Consiglio se non per pura visibilità. Quindi o si frequentano le riunioni di maggioranza e si partecipa attivamente, motivo per il quale ci siamo candidati, oppure rivolgere domande all’assessore su quelle stesse cose già discusse non va bene. Non lo posso più sentire. Se qualcuno non può essere presente in maggioranza lo faccia sapere e gli verrà relazionato ciò che si è discusso». Nessuna replica da Petrozzi che, tuttavia, sentito al telefono, nel pomeriggio ha rimarcato la sua posizione. «Ho solo svolto il mio ruolo di consigliere, ruolo di indirizzo e controllo, suggerendo di investire sul potenziamento delle reti del gas. Ho quindi rivolto domande squisitamente tecniche. Da parte mia nessuna polemica. Sono discorsi oggetti e non soggettivi».
Un input, quindi, quello che il consigliere Petrozzi intendeva rivolgere all’Amministrazione Vesprini. «Avrei voluto fare il sindaco ma non è stato possibile, mi lascino svolgere il ruolo di consigliere comunale. Con la lunga storia politica che ho alle spalle, chiedo la libertà di farlo in maniera puntuale e dettagliata, come si addice ad un consigliere. Talvolta, peraltro, non mi è possibile partecipare alle riunioni di maggioranza perché vengono svolte in orari incompatibili con il mio lavoro. Va chiesto a Susino il motivo per cui si è scaldato. Da parte mia, ribadisco, nessuna vena polemica».
Sa. Ren.














