Porto San Giorgio perde la qualifica di ‘Città che legge’. Nell’elenco dei Comuni che hanno ottenuto, o vistosi confermare, lo status di Città che legge, per il Fermano, in riferimento al biennio 2022/2023 figurano Falerone, Fermo, Montegiorgio, Monterubbiano e Porto Sant’Elpidio. Ma non Porto San Giorgio (leggi la lista sul sito del Ministero della Cultura) che dunque perde il prestigioso status socio-culturale.

Stando all’avviso pubblico, reso noto a giugno e consultabile, anche questo, sul sito del Ministero della Cultura, i Comuni dovevano presentare la candidatura, a firma del sindaco o di un suo delegato, entro e non oltre le ore 13 del 29 luglio scorso.

Carlotta Lanciotti

«Torneremo a far parte del circuito già dal prossimo anno» rimarca l’assessore alla cultura Carlotta Lanciotti interpellata sulla doccia fredda per la città. Bastava in effetti un click per rinnovare la domanda entro fine luglio per il prossimo biennio. «Abbiamo avuto un problema. Avevo dato mandato agli uffici di provvedere perché anche il nostro Comune confermasse l’adesione al progetto, ma ci sono state alcune difficoltà». Dell’inconveniente l’assessore ha discusso anche con la dirigente dell’Isc Nardi «poiché i principali fruitori e destinatari di questa iniziativa sono i ragazzi – prosegue la Lanciotti – abbiamo quindi assicurato che non mancheranno iniziative in tal senso, atta a favorire la diffusione e la passione per la lettura ed i libri».

 

Tra i requisiti per entrare, o restare nel circuito, novità rispetto ai bienni precedenti, anche l’aver già stipulato un Patto per la lettura che coinvolgesse nella promozione della lettura le realtà del territorio. E su quest’aspetto Porto San Giorgio poteva stare tranquilla avendone uno.

«Il Centro per il libro e la lettura, d’intesa con l’Anci, intende promuovere e valorizzare con la qualifica di ‘Città che legge’ l’amministrazione comunale che – si legge sul sito del Ministero – si impegni a svolgere con continuità politiche pubbliche di promozione della lettura sul proprio territorio. Attraverso la qualifica si vuole riconoscere e sostenere la crescita socio-culturale delle comunità urbane attraverso la diffusione della lettura come valore riconosciuto e condiviso, in grado di influenzare positivamente la qualità della vita individuale e collettiva».

Ai Comuni che hanno ottenuto la qualifica 2022-2023 è riservata la partecipazione all’omonimo bando di finanziamento “Città che legge” per progetti meritevoli che abbiamo come obiettivo la promozione del libro e della lettura.

Attraverso la qualifica di “Città che legge” si intende riconoscere e sostenere la crescita socio-culturale delle comunità urbane attraverso la diffusione della lettura come valore riconosciuto e condiviso, in grado di influenzare positivamente la qualità della vita individuale e collettiva. E per richiedere la qualifica di “Città che legge” per il biennio 2022-2023 le amministrazioni comunali devono vantare la presenza di una o più biblioteche di pubblica lettura regolarmente aperte e funzionanti, di una o più librerie/punti vendita di libri sul territorio, la partecipazione dell’Amministrazione comunale o di scuole, biblioteche, librerie, associazioni gravanti sul territorio comunale ad uno dei progetti nazionali del Centro (Libriamoci o Il Maggio dei Libri). L’amministrazione deve dimostrare l’esistenza di un festival, una rassegna o una fiera attinenti al libro, alla lettura, all’editoria, o l’esistenza di iniziative congiunte di promozione della lettura tra biblioteche, scuole, librerie, associazioni, ecc.. Deve essere in vigore, si diceva, anche un Patto locale per la lettura, comunale o intercomunale che, dopo essere stato
stipulato tra le parti, sia stato caricato, nella Banca dati dei Patti per la lettura del Centro, entro il termine di scadenza del presente Avviso, e che risulti “validato” o “in attesa di esame”.

Le Amministrazioni comunali che hanno ottenuto la qualifica di “Città che legge” nelle edizioni precedenti (quali, ad esempio, il biennio 2020-2021) dovevano presentare nuovamente la domanda e, se in possesso dei requisiti, poteva per loro scattare l’iscrizione nell’elenco relativo al biennio 2022-2023. L’ottenimento della qualifica “Città che legge” 2022-2023, e il conseguente inserimento nel relativo elenco, consente alle amministrazioni comunali, e qui si entra nella parte più proficua, al netto del valore del titolo, «di partecipare ai bandi di “Città che legge” per le annualità di riferimento che il Centro – si legge sempre nell’avviso pubblico – pubblicherà per attribuire contributi economici, premi e incentivi ai progetti più meritevoli presentati dai Comuni nelle sezioni di appartenenza».

Dunque, a questo punto, almeno stando alle dichiarazioni dell’assessore Lanciotti, non resta, anzi si è obbligati ad attendere il prossimo anno.

Sandro Renzi

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