di Matteo Malaspina

La politica è fatta di scelte lungimiranti che guardano al futuro e la scelta fatta a febbraio dall’amministrazione Terrenzi e dall’ex assessore Clementi di affidare uno studio strategico sul centro storico e sull’area Brancadoro al Nomisma si muove in tal senso. A distanza di dieci mesi, il team di esperti della società  di consulenza strategica bolognese ha illustrato l’elaborato alla giunta Pignotti. Un’attività che si è sviluppata su un’analisi del contesto socio-economico, un’indagine alla popolazione, interviste ad alcuni stakeholder e basandosi su casi di studio bechmarking (centro storico di Corinaldo e zone industriali di Prato e Scandicci). 

«Quello che ne è venuto fuori è un’idea avveniristica di S.Elpidio a Mare ma fattibile. Dai sondaggi abbiamo visto, analizzando i punti di forza e i punti deboli delle due zone, che i cittadini vorrebbero un centro storico che sia luogo di residenzialità e di socialità, mentre per l’area Brancadoro si è chiesto di potenziare i settori del commercio e della produttività già presenti e creare servizi a supporto delle imprese e dei lavoratori, quali asili nido, mense, trasporti e logistica – spiega Marco Marcatili, economista Nomisma -. Ne è venuto fuori che non sono più sufficienti le funzioni tradizionali ma serve ibridare il commercio con la produzione per la zona Brancadoro, e la residenzialità e il turismo per il centro storico».

Il Quadrilatero Fermano del Made in Italy

Nasce così l’idea di Borgo Sem, relativa alla parte vecchia della città, dove si pensa ad un centro che guarda l’idea di un borgo in rete con altre città del fermano dove inserire il concetto di albergo diffuso, di coworking. Del nuovo abitare e di uso temporaneo con fiere e stand. Per quanto riguarda l’area industriale, quello che è venuto fuori è un Design District, sulla scia di altre esperienze europee, che punti al rientro di grandi brand del settore calzaturiero le quali potrebbero creare Academy per formare giovani generazioni, creare servizi innovativi con punti vendita al dettaglio e la creazione di servizi di coworking.

«Il Design District rientrerebbe in un concetto di quadrilatero fermano del Made in Italy, dove si inseriscono Civitanova, Porto S.Elpidio, Campiglione, Fermo, Montgranaro e Monte Urano e il prossimo passaggio sarà coinvolgere i primi cittadini di questi comuni (la sindaca di Monte Urano era presenta oggi alla presentazione ndr) – aggiunge il sociologo Massimiliano Colombi -. Abbiamo intervistato diversi stakeholder tra cui Hertz Group, CS Sport, l’Ente Contesa per il centro storico e Gruppo Massetti, Il Castagno, Gruppo Tecnofilm e Vittorio Virgili per la zona Brancadoro e quello che è emerso è la loro candidature ad essere partner e collaboratori di questo progetto, diventando a tutti gli effetti una regia».

Da sx: Massimiliano Colombi e Marco Marcatili

Ora che l’elaborato c’è, la palla passa al sindaco Pignotti e alla sua amministrazione che, oltra a confluire questo studio strategico su uno studio attuativo, ha necessita di correre perché con l’arrivo dei fondi del Pnnr e l’importanza del momento storico, la necessità è quella di una velocità d’azione senza precedenti. «Parte di questo lavoro ricalca quello che io e i miei competitor abbiamo detto in campagna elettorale, unendo le tre linee della residenzialità, del commercio e del turismo. Uno studio in cui mi piace sottolineare la ”dimensione emozionale” che ci permetto di oggettivizzare questi dati in determinati settori e dare una dimensione, appunto, emozionale, ad una materia fredda come l’urbanistica – commenta Pignotti -. Ringrazio Nomisma e l’ingegnere Trobbiani che hanno portato avanti un lavoro di collaborazione tra uffici, società di consulenza e privati. Questo è la tappa iniziale di uno step progettuale che mi vedrà, nei prossimi giorni, incontrarmi con i sindaci del territorio perché lo studio va a ripercuotersi sul distretto dei comuni limitrofi».

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