di Pierpaolo Pierleoni

Vicende, storie, futuro della Centrale della Luce. Si intitolava così l’incontro organizzato stamattina dall’Academia elpidiana di studi storici, contestualmente alla pubblicazione, sull’ultimo numero del periodico Il mio paese, di una ricerca storica sullo stabile, centrale nello sviluppo dell’area lungo Tenna di Sant’Elpidio a Mare.

Protagonisti della conversazione Fabiano Alessandrini, autore dell’approfondimento, il direttore de Il mio paese Giovanni Martinelli ed il vicesindaco Roberto Greci, che ha portato i saluti dell’Amministrazione comunale sottolineando «la volontà di concetrare attenzioni sulla frazione Luce, per la quale abbiamo previsto uno studio urbanistico e sono in itinere alcuni interessanti progetti per la riqualificazione di aree pubbliche e per la pratica sportiva»

A Martinelli l’introduzione, partita da una rivista del 1901, che annunciava la realizzazione di una fabbrica di carbuto a cura della Società Picena elettricità. «La centrale a Luce è stata una realtà importante per tutto il Fermano, cruciale per elettrificare anche il centro di Sant’Elpidio a Mare. In pochi sanno che proprio a Sant’Elpidio avvenne il primo incidente grave causato dall’elettricità, costò la vita ad un ragazzo di 15 anni, che si era sporto per giocare con dei fili e subì una scarica elettrica fatale».

La parola è passata poi ad Alessandrini. «Sono legato a questo luogo in cui sono cresciuto, da ragazzini giocavamo nei dintorni dell’ex centrale ed esploravamo le grotte che in passato erano vie di fuga dell’acqua verso la turbina per la produzione di energia. Non sono uno storico, ho affrontato questo studio con approccio da tecnico, ricordando anche momenti della mia attività amministrativa. Era il 1998 quando, con l’amministrazione Offidani di cui ero vicesindaco, acquistammo il compendio immobiliare dell’ex centrale, con il fondamentale aiuto di un elpidiense, Giorgio Evangelisti, all’epoca capo dell’informatizzazione Enel a Roma».

Secondo Fabiano Alessandrini, «la vecchia centrale è un pezzo di archeologia industriale, un elemento identitario e storico per questo quartiere. Da tempo si parla della possibilità di dare una farmacia a questa parte del territorio elpidiense e intercettando dei finanziamenti potremmo avere l’occasione giusta per dare una nuova vita a questo edificio». L’ex vicesindaco ed oggi consigliere comunale ha poi ripercorso le tappe storiche della centrale elettrica, concentrando l’attenzione sul corso d’acqua che dal centro di Sant’Elpidio a Mare scendeva a valle, fino a raggiungere la centrale, finire intubato in condutture di ghisa ancora visibili e passare sotto la potente turbina che produceva energia elettrica.

«Quel percorso meriterebbe una valorizzazione – conclude Alessandrini – Più a monte c’è ancora il canale in pietra e sarebbe interessante, se si intende investire sui percorsi naturali e pedonali, andare a sistemare e riqualificare un tracciato che ha rappresentato una pagina di storia cittadina».

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