La giunta Pignotti

di Pierpaolo Pierleoni

Era un Consiglio comunale incentrato sulle numerose interrogazioni e mozioni dell’opposizione, quello di ieri sera a Sant’Elpidio a Mare. Oltre tre ore di dibattito e un botta e risposta aspro tra giunta ed esponenti del Pd: il punto di maggior interesse era quello sul futuro del polo scolastico al Capoluogo e al possibile trasferimento degli alunni, quando partiranno i lavori di demolizione e ricostruzione della primaria e della media, dato che Sant’Elpidio a Mare ha ottenuto un finanziamento da 11 milioni nell’ambito del Pnrr.

A sollecitare risposte sull’argomento il gruppo Pd-Noi insieme, col consigliere Roberto Gallucci ad esternare la preoccupazione «non solo del Pd, ma della comunità elpidiense, che ha diritto di conoscere le intenzioni dell’Amministrazione comunale. A gennaio partiranno le iscrizioni del nuovo anno scolastico e non si sa ancora se, quando e dove saranno trasferiti gli alunni. Chiediamo se non sia opportuno procedere, come la Provincia intende fare, al polo Urbani di Porto Sant’Elpidio, dove si realizzerà il nuovo edificio nello slargo vicino e se non sarà necessario trasferire gli studenti».

Il sindaco Alessio Pignotti ha spiegato che «in questa fase il Miur sta valutando gli studi di fattibilità e dobbiamo attendere che completi questa procedura. Una procedura gestita completamente dal Ministero, stiamo aspettando. Il Miur ha chiesto i desiderata degli enti beneficiari dei finanziamenti e la scorsa amministrazione ha espresso la volontà di traslare l’edificio verso valle. Abbiamo una deadline a marzo 2026, scadenza prevista per terminare l’opera e rendicontare la realizzazione dei lavori. Ad oggi neanche il polo di Porto Sant’Elpidio ha certezze, come noi è in attesa della valutazione sul progetto di fattibilità. Vediamo se lo spostamento a valle consentirà una realizzazione differita oppure occorrerà spostare le scolaresche in altri siti. Ad oggi i locali oggetto di approfondimento degli uffici sono l’ex distretto sanitario di via Murri ed ex pretura di via Fontanelle. Dovremo valutare se sia possibile e opportuno far coesistere l’attività scolastica con quella di cantiere. In ogni caso, nei due edifici individuati non servirebbero grandi interventi manutentivi perchè sono entrambi in buono stato».

Il primo cittadino ha anche parlato della palestra capoluogo, lasciando intendere che l’intervento di sistemazione dell’impianto, chiuso da 6 anni, potrebbe allungarsi a tempo indeterminato. «Dopo il progetto definitivo di adeguamento sismico – ha spiegato Pignotti – è in corso una valutazione costi benefici tra adeguamento sismico dell’esistente e completa demolizione e ricostruzione». Chiaro che questa seconda soluzione sarebbe migliore sotto l’aspetto qualitativo, ma allungherebbe sensibilmente i tempi di realizzazione della struttura. Il capogruppo di Fratelli d’Italia Gionata Calcinari ha esortato la giunta «a fare presto ed individuare le soluzioni migliori. Certo è inconcepibile che dopo 6 anni la palestra del capoluogo sia ancora ferma».

Il “menu” offriva poi l’ennesima, e probabilmente ultima, puntata del caso Maurizi, sul tanto discusso post dell’assessore riguardo alcuni affidamenti diretti del verde. La mozione del Pd era stata secretata dal presidente del Consiglio comunale Alessio Terrenzi all’ultima seduta, poi rinviata per l’assenza del sindaco Pignotti. Il capogruppo del Pd Fabiano Alessandrini ha ribadito «la gravità delle affermazioni di Maurizi e l’insufficienza dei chiarimenti forniti dal sindaco Pignotti. La secretazione della discussione non si poteva fare, perchè il presidente Terrenzi non aveva questa prerogativa». Dai banchi di maggioranza, sono state le voci di Miriam Marcelli e Marco Maria Lucidi ad difendere l’assessore e le scelte dell’Amministrazione. «Si è fatto passare in città un  messaggio sbagliato, non abbiamo mai tentato di nascondere nulla e siamo qui a confrontarci tranquillamente – ha detto Marcelli – la mozione peraltro è inammissibile perchè propone la revoca dell’assessore, che è prerogativa esclusiva del Sindaco». Secondo Lucidi, «la maggioranza ha parlato approfonditamente del caso, Maurizi ha sbagliato, ma sta svolgendo in modo serio il suo lavoro ed è stato accertato che gli uffici non abbiano commesso irregolarità di alcun genere».

Dopo le repliche, la chiusura del sindaco Pignotti. «Nessuna reticenza, da subito ho chiesto chiarimenti agli uffici e ne ho riferito già al primo Consiglio comunale utile a novembre. Ho approfondito la questione con il Segretario generale e ricevuto na spiegazione e le scuse dell’assessore Maurizi, che resta al suo posto, perchè non ritengo utile in questa fase operare alcun avvicendamento della squadra di giunta».

 

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