
Da dx Fabrizio Cesetti e Maurizio Mangialardi
«Il centrodestra nega i fondi, l’Istituto per la Storia del Movimento di Liberazione nelle Marche rischia la chiusura. Grave sfregio alla cultura della memoria e ai valori della Costituzione». E’ quanto rilevano i consiglieri regionali del Pd, Maurizio Mangialardi e Fabrizio Cesetti.
«Nel bilancio di previsione 2022-2025 il centrodestra – la critica dei due esponenti dem – non ha voluto rifinanziare la legge che dal 1974 garantisce l’attività di ricerca scientifica dell’Istituto per la Storia del Movimento di Liberazione nelle Marche e ora uno dei più prestigiosi enti culturali regionali rischia davvero di chiudere i battenti. Non solo, con l’Istituto potrebbe andare disperso un patrimonio bibliotecario di inestimabile valore, composto da migliaia di libri, periodici locali e nazionali, archivi personali e di organizzazioni sociali che per anni hanno permesso a tanti studiosi provenienti anche da fuori regione di approfondire e divulgare la storia moderna e contemporanea delle Marche nei suoi principali aspetti sociali, politici ed economici».
«A nulla è valso un emendamento presentato dai consiglieri del Partito Democratico Maurizio Mangialardi, Fabrizio Cesetti, Anna Casini, Manuela Bora e Romano Carancini che – l’affondo del Pd – chiedeva di ripristinare la legge assegnando un contributo di 50 mila euro, bocciato dalla maggioranza».
«Si tratta di un’autentica catastrofe culturale – attacca Mangialardi – di cui credo che neppure parte dei consiglieri che hanno votato contro il nostro emendamento colgano la reale portata. Una scelta oggettivamente difficile da decifrare, se non con la miscela di furore ideologico e atavica ignoranza politica che anima questa destra nostalgica, capace solo di annientare ogni forma di pensiero diverso dal proprio. Ciò che colpisce è la modalità inqualificabile, assunta in un clima di risa sguaiate e di schiamazzi indegni di un’aula istituzionale, con cui è stato respinto il nostro emendamento che avrebbe permesso di dare continuità all’attività dell’Istituto. E pensare che persino l’ex assessore Castelli, dopo un primo abbaglio preso in occasione dell’approvazione del bilancio di previsione del 2020, era tornato saggiamente sui suoi passi mettendo a bilancio contributi pari a quelli stanziati in precedenza dal centrosinistra. A dimostrazione poi della totale incompetenza amministrativa di questa giunta e della maggioranza che la sostiene, vale la pena ricordare che la decisione presa dalla maggioranza è totalmente incoerente con il progetto in corso di realizzazione della nuova sede in via Cialdini che, con il contributo della Regione Marche, dovrà ospitare alcuni enti culturali, tra cui proprio l’Istituto per la Storia del Movimento di Liberazione».
«Un atto iinqualificabile – aggiunge Cesetti – uno sfregio alla storia democratica della nostra regione e a quella di tanti giovani marchigiani che hanno sacrificato la loro vita per la libertà e per riscattare l’onore dell’Italia dal cancro del nazifascismo. Negare il diritto alla memoria della Resistenza da cui è nata la nostra Costituzione, impedire che la ricerca storica contribuisca a rafforzare l’identità culturale e politica antifascista della nostra regione e del nostro Paese è un grave atto di prepotenza che rompe ogni legame di rispetto e leale collaborazione istituzionale con questa destra».














