Il coordinamento comunale di Porto Sant’Elpidio di Forza Italia, sulla scia dell’azione di governo e dell’emendamento depositato, si fa promotore di un incontro con i balneari elpidiensi «per affrontare il tema Bolkenstein e le sue dirette implicazioni sulla gestione delle imprese locali. Tale emendamento prevede che le aste con oggetto le concessioni balneari vengano rinviate di due anni». Questo è quanto si apprende da una nota proprio degli Azzurri di Porto Sant’Elpidio.
«Consideriamo imprescindibile coinvolgere nel dibattito gli imprenditori di Porto Sant’Elpidio, che sono i diretti interessati dalla norma e coloro i quali rappresentano la locomotiva trainante dell’attività turistica locale composta da realtà a conduzione familiare, le quali da anni investono i loro proventi in imprese il cui futuro la Bolkestein renderebbe più incerto.
Ci proponiamo di supportare il lavoro degli imprenditori balneari di PSE attraverso la promozione dello strumento dei fondi regionali, ai quali attingere per rendere possibile gli investimenti necessari a migliorare e rendere competitive le attività ricettive litoranee, lavorando di concerto con l’azione parlamentare, di cui FI si fa portavoce, volta a evitare la scadenza delle concessioni che la Bolkestein prefigura.
Il referente locale Andrea Falzetta dichiara: «In una congiuntura come quella attuale, nella quale grazie alla giunta regionale di centrodestra, al presidente Francesco Acquaroli, all’assessore di FI Stefano Aguzzi che ha la delega alla difesa del suolo e della costa, e al gruppo regionale di Forza Italia, anche Porto Sant’Elpidio si vede finalmente dotata di scogliere emerse.
Crediamo che il dialogo con la Regione vada costantemente alimentato, affinché le imprese balneari si sentano tutelate e protette, conferendo loro il ruolo centrale che meritano nel panorama delle attività turistiche della città».
Il candidato sindaco per le prossime elezioni Gian Vittorio Battilà converge verso la necessità di intavolare un confronto con i balneari locali e aggiunge «Il rinvio di due anni consente di avere quel tempo necessario per definire al meglio gli strumenti di tutela più efficaci nei confronti di questa classe imprenditoriale che è e sarà il motore trainante dell’economia locale oltre alle strutture ricettive».















