di Leonardo Nevischi

Questa mattina la città di Porto Sant’Elpidio ha vissuto un momento molto sentito in onore di Salvatore Deodato, il noto stilista di origini siciliane che ha contribuito allo sviluppo del settore calzaturiero del distretto elpidiense, scomparso sabato 16 dicembre 2006 all’età di 80 anni.

«Salvatore ha lasciato un ricordo indelebile nel mondo della moda e della calzatura e per questo, nell’anno del 70esimo anniversario della nostra città non potevamo non rendere omaggio ad un indiscusso precursore delle mode e dei tempi che, con i suoi modelli, ha fatto la fortuna di molte imprese del distretto» ha esordito il sindaco Nazareno Franchellucci, contornato dalla Giunta, dai consiglieri comunali, dal sindaco di Montegranaro Endrio Ubaldi, dal consigliere regionale Marco Marinangeli e da alcuni rappresentanti del quartiere Cretarola.

«La richiesta di una intitolazione era stata avanzata dal figlio Tury Bargallò Deodato, sostenuta dall’Unione Stilisti, da imprenditori calzaturieri e non, ritenendo doveroso lasciare una traccia di quest’uomo nella città in cui ha vissuto e, totalmente in accordo, il Consiglio Comunale ha dunque deciso di intitolargli un luogo pubblico della città – ha proseguito il primo cittadino -. E per non lasciare nulla al caso abbiamo scelto questa rotonda, situata in una zona simbolo dell’artigianato. La speranza è che da oggi chiunque vi passi possa ricordare Salvatore, la sua storia, la sua vita e ciò che è stato in grado di esportare accrescendo il nome del nostro paese».

Alla cerimonia presenti anche tanti imprenditori e rappresentanti delle associazioni di categoria che si sono stretti in un forte abbraccio con i figli di Salvatore. Tra questi anche Tury, colui che si è maggiormente speso perché il padre ottenesse una targa commemorativa nella comunità elpidiense. «Babbo ha dato l’input allo sviluppo del settore calzaturiero del distretto elpidiense ed oggi sono qui per ringraziare l’amministrazione comunale e tutti gli imprenditori che hanno avuto la forza di appoggiarlo» ha sottolineato Tury dopo un breve momento di commozione avvenuto nel parcheggio di via Nerone. E dopo aver salutato conoscenti ed amici, è stato proprio lui a tirar giù il drappo rosso ed a svelare la targa che subito dopo è stata benedetta da Don Paolo Canale.

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