Nella stanza del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Fermo, tra le diverse foto affisse, ce ne è una che si nota in particolare. Immortala un gruppo di avvocati. Tra i presenti spicca la figura di una donna. L’unica donna. È Andreina Colarizi, fermana, classe 1902, laureata prima in lettere e poi in giurisprudenza nel 1934, anno in cui si è iscritta all’Albo dei Procuratori legali. Risale invece al 1940 la sua iscrizione nell’Albo degli Avvocati. È stata lei la pioniera, a Fermo e nel Fermano, della professione declinata al femminile. Oggi l’Ordine conta 342 iscritte mentre gli uomini iscritti sono 344.
«Dopo esserci insediati lo scorso 31 gennaio– racconta Laura Botticelli, presidente del CpO del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Fermo – siamo andati a cercare negli archivi custoditi in Tribunale il nome e il cognome della prima donna iscritta e abbiamo scoperto, grazie anche al prezioso contributo dei familiari, la sua storia che, per l’8 marzo, condividiamo con tutti gli iscritti al nostro Ordine. Andreina Colarizi è stata la nostra Lidia Poet, la prima avvocata italiana che ora molti conoscono grazie alla serie TV e all’interesse mediatico che ha generato. Oggi i numeri della professione sono diversi. Penso a quelli del nostro Ordine, che peraltro al vertice vanta per la seconda volta una donna (dopo l’avvocata Francesca Palma la guida attuale è affidata Fabiana Screpante, ndr) e che una donna ha scelto anche per il CpO. La questione della differenza di genere non si pone più quindi in termini quantitativi ma qualitativi, per qualità non intendo chiaramente quella del lavoro delle professioniste ma degli ostacoli che incontrano quotidianamente. Ad esempio – spiega la Botticelli – gli uomini sono ancora in maggior numero i titolari di studi legali o soci rispetto alle donne. Siamo in presenza di un’avvocatura femminile che, per lo più, si occupa di questioni giuridiche riferite a clientela privata, con ricadute anche sul piano reddituale dove il divario è davvero ampio. Le ragioni sono tante. Penso, solo per citarne alcune, a regole sociali pregiudizievoli, alla difficoltà di conciliare i ritmi tra privato e lavoro anche a causa dell’assenza di un welfare attento alla condizione della libera professionista spesso chiamata a scegliere se prendersi cura della famiglia o fare tardi in studio. Chi ci ha preceduto nel Comitato pari opportunità di Fermo ha, per esempio, fortemente voluto i parcheggi rosa per agevolare l’arrivo a lavoro delle colleghe incinte. Iniziative concrete, di supporto ed aiuto alla classe forense sono quelle che intendiamo portare avanti anche noi dell’attuale Comitato. Il desiderio è lavorare per prevenire e rimuovere comportamenti discriminatori legati al genere o ad altre ragioni tra gli iscritti».
Questi i componenti del CpO degli Avvocati: Laura Botticelli (presidente), Andrea Luciani (vice presidente), Nicola Ciarrocchi (segretario), Isabella Cardinali, Roberta Ferracuti, Letizia Astorri, Simona Svegliati, Marco Alessandrini, Marco Valeriani, Michela Melograni, Antonella Romagnoli ed Alessia Capretti, delegata nel CpO dal Consiglio dell’Ordine. «Ci riuniamo con cadenza regolare – chiude la Botticelli – il gruppo è a disposizione di tutti i colleghi e stiamo lavorando, valorizzando le tante professionalità dei singoli componenti, ad una calendario di iniziative che prevedano sia una particolare attenzione ai colleghi, penso alla formazione, ma anche al coinvolgimento della cittadinanza per sensibilizzare su tematiche come la dipendenza economica, le categorie più deboli, la violenza di genere».
















