Il Palio del 2009

di Maria Teresa Eleuteri *

Santa Maria Assunta, patrona di Fermo, e il Palio. Mi piace rievocare la storia correlata alla tradizione per insegnare ma anche per ricordare. Maria, madre di Gesù, è stata per secoli, e lo è ancor oggi, molto venerata. E’ stata un “soggetto di Culto di massa”, numerose sono state le Processioni, i Palii e i Santini dedicati a lei. Lo sviluppo teologico della devozione verso Maria inizia con l’Imperatore Giustino (100/165 d.C). La devozione dei cattolici è basata sugli scritti di diversi Santi nella storia, che ne hanno avvalorato il ruolo centrale di Maria nel piano di salvezza di Dio. Ricordiamo Ireneo da Lione (II sec. D.C.) che è stato il primo Padre della Chiesa ad esporre un chiaro resoconto del suo ruolo nell’economia della Salvezza. Sant’Ambrogio (339/397) nei suoi Scritti esalta il coraggio di Maria e parla della sua Verginità; poi Bernardo da Chiaravalle nel Medio Evo, Sant’Ignazio da Loiola (sec.XVI ), San Luigi Gonzaga di Monfort ecc…Il Magistero della Chiesa ha identificato quattro Insegnamenti relativi a Maria come dogmi di Fede, questi includono il credere nella Verginità di Maria (Concilio di Costantinopoli 553) poi Immacolata Concezione, cioè sin dal primo istante della sua vita, Maria era senza peccato originale. Questa Dottrina venne proclamata come definitiva da Papa Pio IX (1854); il dogma dell’Assunzione di Maria definito da Papa Pio XII nel 1950 afferma che fin dal primo istante della sua vita terrena venne assunta anima e corpo in cielo.

Secondo la tradizione Maria, madre di Gesù, terminò il corso della sua esistenza terrena con il trasferimento in Paradiso con l’anima e con il corpo, fu cioè “Assunta in cielo”. La Vergine viene rappresentata su di una nube con lo sguardo rivolto verso l’alto circondata e sostenuta da cherubini o angioletti. I simboli della Madonna sono la rosa, la luna, la porta del cielo e la torre d’avorio. Tra i giorni dedicati alla Beata Vergine spicca il 15 agosto, l’Assunzione di Maria in cielo. Nel precedente articolo sul Palio ho parlato di tornei cavallereschi che si svolgevano in concomitanza di feste religiose, famosissimo è quello di Siena ma da non trascurare è quello di Fermo. Ora mi voglio soffermare sul “Premio” cioè il “Palio”. Il Palio è un drappo riccamente intessuto o ricamato o dipinto assegnato come premio al vincitore di gare disputate in varie città italiane nel Medioevo e nel Rinascimento ed ancor oggi in occasione di determinate feste religiose. Il Palio chiamato dai senesi “cencio” rappresenta un trofeo da consegnare alla contrada vincitrice. Secondo la tradizione il Palio deve rispettare determinati “canoni” illustrativi e la tecnica è “pittura su stoffa” e ricamo. Come tutti i premi che rievocano la storia del Medioevo e
Rinascimento (dove la massa era analfabeta) deve essere “Biblia pauperum” cioè spiegare con immagini chiare e dettagliate la sua funzione. Cosa deve raffigurare il Palio dell’Assunta? lo stemma della città, Maria Assunta in cielo e trasportata da angeli o cherubini, la Chiesa oggetto di culto, nel nostro caso il Duomo, un’immagine di cavalieri ed infine gli stemmi delle contrade (per Fermo ben 10). Le rievocazioni devono essere un ricordo del passato, in questo caso, glorioso della città di Fermo. E’ di rigore la tradizione che deve essere rispettata. Giovan Battista Vico diceva “Historia magistra vitae”.

* docente di storia dell’arte e discipline pittoriche

Il Palio di quest’anno

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