di Antonietta Vitali
Spregiudicata, scaltra e avida di potere, Agrippina riuscì a stabilire un rapporto molto stretto con suo figlio Nerone, usando i privilegi derivanti dal ruolo di imperatore di lui, per diventare la donna più influente e ammirata di Roma. Questo scatenò, nella perfida Poppea, una gelosia e una competizione folli tanto che, dice la leggenda, fu proprio quest’ultima a instillare nella mente del marito l’idea di far uccidere, per mano dei sicari imperiali, la madre.
Erano legate da un rapporto di amore e odio, ma anche di profonda stima reciproca per l’intelligenza dell’una e dell’altra, le zarine Elisabetta di Russia e Caterina la Grande. Fu Elisabetta a scegliere come nuovo nome per sua nipote Sophia, futura sposa di suo figlio Pietro, quello di Caterina, lo stesso di sua madre. Molto di più di qualcosa le accomunava, l’intuito e l’intelligenza in primo luogo, ma anche il loro modo di essere delle donne molto libere per l’epoca e molto avanti come mentalità. Elisabetta aveva capito l’enorme potenziale della nuora e, anche se era gelosa della bellezza della giovane Caterina, che a corte offuscava quella che un tempo era stata la sua, le rese sì la vita impossibile, ma la forgiò per farla succedere a lei e farla diventare la Grande Imperatrice di tutte le Russie che la storia ancora racconta.
La storia, insomma, ma non solo, anche molti proverbi popolari, raccontano di rapporti suocera/nuora o suocera/genero, tumultuosi fin dalla notte dei tempi e non c’è bisogno di andare a spulciare tra gli aneddoti delle case blasonate perché anche in quelle senza sangue blu di esempi ce ne sono da vendere.
Si potrebbe raccontare, ad esempio, di madri che hanno pianto dall’inizio alla fine il giorno del matrimonio del figlio perché, «me lo sta portando via per sempre, cuore di mamma». O di come funzionavano i fidanzamenti di “qualche anno fa”, quando le madri delle ragazze erano le prime ad uscire con i giovani innamorati per andare al cinema la domenica, o a prendere un gelato, per paura che la reputazione della giovane venisse compromessa per sempre.
Persino il cinema si è occupato di una questione tanto spinosa come “la suocera”, con un celebre film in cui la splendida Jane Fonda mette a dura prova la pazienza dell’innamoratissima J Lo, futura sposa di suo figlio, durante i preparativi del matrimonio. Era stata, invece, una mamma e una suocera adorabile, Mildred Natwick che nel 1967 aveva interpretato la madre di Jane Fonda nell’indimenticabile “A piedi nudi nel parco”. Davanti alla crisi del matrimonio della figlia con il marito, impersonato dallo stupendo Robert Redford, fa da paciere riuscendo a far riappacificare la coppia prima di far pensare a una liaison con l’eclettico Victor Velasco, vicino di casa della giovane coppia.
Anche nella vita normale sono in molti a poter raccontare di rapporti meravigliosi e idilliaci con la propria suocera. A loro e anche a tutti quelli che invece, purtroppo, sono ancora faticosamente a caccia di un “compromesso” con la mamma del proprio marito o della propria moglie gli auguri per questa quarta domenica di ottobre che, come ogni anno, celebra la Giornata Mondiale della Suocera.















