Questa mattina alle ore 10.30, presso il Duomo di Fermo si è tenuta la celebrazione eucaristica in onore della patrona dell’Arma dei Carabinieri, “Maria Virgo Fidelis”, e dell’82esimo anniversario della Battaglia di Culqualber” nonché della “Giornata dell’Orfano”. La Santa Messa è stata celebrata dall’Arcivescovo di Fermo Mons. Rocco Pennacchio, accompagnato per l’occasione dall’organista Lorenzo Roscioli e dal tenore Matteo Laconi che hanno reso ancora più solenne la cerimonia.
L’Arcivescovo nella sua omelia ha commentato i passi del Vangelo di Matteo (Mt 12,46-50) invitando ad adempiere alla missione di Gesù, il quale era per la gente, serviva, aiutava, insegnava e guariva il prossimo; così l’importante missione di fede e servizio dell’Arma dei Carabinieri votata al servizio del prossimo e caratterizzata da una visione profondamente cristiana, l’unica a renderci fratelli tra noi, come richiamato nella lettura del racconto dell’apostolo Matteo. Il titolo Virgo Fidelis esprime il significato della vita di Maria e della sua missione di madre e di corredentrice del genere umano affidatale da Dio. Nell’Arma il culto alla Virgo Fidelis iniziò subito dopo l’ultimo conflitto mondiale per iniziativa di Monsignor Carlo Alberto Ferrero di Cavallerleone, ordinario militare d’Italia, e di padre Apolloni S.J., cappellano militare capo. Lo stesso Comandante Generale prese a cuore l’iniziativa e bandì un concorso artistico per un’opera che raffigurasse la Vergine, patrona dei Carabinieri. Lo scultore architetto Giuliano Leonardi rappresentò la Vergine in atteggiamento raccolto mentre, alla luce di una lampada, legge in un libro le parole profetiche dell’Apocalisse: sii fedele sino alla morte. La scelta della Madonna Virgo Fidelis come celeste patrona dell’Arma è indubbiamente ispirata alla fedeltà che, propria di ogni soldato che serve la patria, è caratteristica dell’Arma dei Carabinieri che ha per motto: nei secoli fedele. L’8 dicembre 1949, sua santità Pio XII accogliendo l’istanza di monsignor Carlo Alberto di Cavallerleone, proclamava ufficialmente Maria Virgo Fidelis patrona dei Carabinieri, fissando la celebrazione della festa il 21 novembre, in concomitanza della presentazione di Maria Vergine al Tempio e della ricorrenza della battaglia di Culqualber, combattuta in Abissinia (l’attuale Etiopia) dal 6 agosto al 21 novembre 1941 fra italiani e britannici: i Carabinieri non abbandonarono le loro posizioni fino a quando furono sopraffatti. Si immolarono quasi tutti. Fu una delle ultime cruenti battaglie nell’Africa Orientale Italiana. Un episodio che non pochi hanno accostato all’impresa delle Termopili. Il grande sacrificio di sangue valse la Medaglia d’oro al Valor Militare alla Bandiera dell’Arma dei Carabinieri per il 1° Gruppo Carabinieri in A. O. con la seguente motivazione: “Glorioso veterano di cruenti cimenti bellici, destinato a rinforzare un caposaldo di vitale importanza vi diventava artefice di epica resistenza. Apprestato saldamente a difesa l’impervio settore affidatogli, per tre mesi affrontava con indomito valore le violente aggressività di preponderanti agguerrite forze che conteneva e rintuzzava con audaci atti controffensivi contribuendo decisamente alla vigorosa resistenza dell’intero caposaldo, ed infine, dopo aspre giornate di alterne vicende, a segnare, per ultima volta in terra di Africa, la vittoria delle nostre armi. Delineatasi la crisi, deciso al sacrificio supremo, si saldava graniticamente agli spalti difensivi e li contendeva al soverchiante avversario in sanguinosa impari lotta a corpo a corpo nella quale comandante e carabinieri fusi in un solo eroico blocco, simbolo delle virtù italiche, immolavano la vita, perpetuando le gloriose tradizioni dell’Arma”. Come di consueto erano presenti unitamente al Questore Dr. Luigi Di Clemente e al Prefetto Michele Rocchegiani, il sindaco di Fermo avv. Paolo Calcinaro e tutti i rappresentanti delle diverse FF.AA. e di Polizia: la Guardia di Finanza con il comandante provinciale col. Massimiliano Bolognese; la Polizia Penitenziaria con la comandante commissario capo Loredana Napoli; la Capitaneria di Porto con il tenente di vascello Angelo Picone; i Vigili del Fuoco con il comandante provinciale ing. Paolo Fazzini) i soci dell’Associazione Nazionale Carabinieri ed una rappresentanza della Croce Rossa italiana, presenti altresì i famigliari dei carabinieri caduti tra i quali Maria e Mario Tegazi (fratelli del Carabiniere Graziano Tegazi deceduto nel 1969), Elisabetta Vespini e Nicola Seri ( vedova e figlio del Maresciallo Federico Seri deceduto nel 2003) e Giovanni Beni, nipote della Medaglia d’ Oro al Valor Militare App. Alfredo Beni, sacrificatosi nel maggio del 1977 a Porto San Giorgio, cui è intitolata la caserma del Comando Provinciale dei Carabinieri di Fermo.


























