Luciano Romanella

di Serena Murri

Intitolazione del ponte sull’Ete, anche Luciano Romanella dice la sua. Il consigliere comunale (Lega) di Fermo non ha dubbi: la figura di un imprenditore visionario e lungimirante come Felice Chiesa, sarebbe quella che più meriterebbe l’intitolazione di un’infrastruttura che nel giro di qualche mese dovrebbe essere pronta all’apertura e che cambierà le sorti del turismo in zona ma soprattutto sarà strategica per la mole di bici che arriveranno e non solo dalla concentrazione di campeggi a Marina Palmense, visto che il movimento del bike è in continua crescita.

A pochi mesi dall’inaugurazione del ponte che unirà due territori, quello di Fermo e quello di Porto San Giorgio, è ancora in dubbio il nome da dare al ponte. L’allora sindaco Nicola Loira, aveva proposto Chiesa. Ora, invece non solo sembrerebbe che i due Comuni non convergano sullo stesso nome ma il sindaco di Fermo, Paolo Calcinaro ha ribadito che parlarne ora sia prematuro. In ballo i nomi di Felice Chiesa, appunto, ma anche di Luigi Salvadori, Sandro Pertini, Silvio Berlusconi e Nelson Mandela.

(foto Cristiano Ninonà)

«Come si fa a non intitolare un ponte a uno che è stato un precursore, uno che ha unito due Comuni? Parliamo di un uomo che ha stravolto il modo di fare turismo nel nostro territorio, che ha avuto quell’intuizione magica tanti anni fa. Io ci metterei anche la statua, non solo il nome. Felice Chiesa è stato un innovatore, un uomo che ha saputo unire i due Comuni, anche sotto l’aspetto politico. Ha aperto villaggi a Porto San Giorgio e ha bonificato tutta quella zona. Di lui parlano non solo in Italia ma in tutta Europa. Come si fa a non riconoscere questo merito a una figura che ha stravolto il nostro territorio sotto l’aspetto turistico? Chiesa ha portato benessere, commercio e visibilità del nostro territorio quando noi in quei posti ci andavamo a piantare l’insalata e ci facevamo pascolare le pecore. Non si può scherzare su una cosa del genere. E’ stato un genio che ha saputo intuire, tanti anni fa, il futuro del turismo dei villaggi e dei campeggi. È impossibile non capire una cosa del genere. Intitolare il ponte, significa valorizzare il nostro territorio sotto l’aspetto dei campeggi e dei villaggi».

 

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