di Sandro Renzi

Dopo la pronuncia del Tar sulla polizza fideiussoria presentata dalla Marina, intervento richiesto dagli uffici comunali a fine dicembre per validare il lavoro fatto fino a quel momento su questa annosa e complessa vicenda, la società che gestisce l’approdo torna a fare il punto sulla querelle. Lo hanno fatto Paola Renzi e Renato Marconi, rispettivamente consigliere ed amministratore della società, presentando il nuovo ingresso in Cda di Amedeo Ferrigno, amministratore e direttore generale della Marina di Villasimius e collaboratore storico della rete Marinedi.

A prendere la parola per primo è Renato Marconi. «Il 6 marzo il Tar di Ancona ha una volta di più respinto le istanze del Comune di Porto San Giorgio, ribadendo che le verifiche ed i controlli a monte doveva espletarli l’ente non certo il Tar che fa sentenze. La polizza è corretta ed i giudici hanno escluso che si possa escutere prima della sentenza di merito prevista a luglio». Marconi è molto critico. «L’escussione è un atto sostanzialmente ostile e successivo al mancato pagamento, noi invece vogliamo pagare ma il giusto e quanto ci chiede il Comune riteniamo non sia corretto. Matteo e Paola Renzi S.a.p.a. e Marinedi non hanno problemi a pagare, una volta definito il corretto importo passeremo alla seconda fase, ovvero il riequilibrio della concessione demaniale. In questi giorni abbiamo chiesto il riequilibrio per l’ennesima volta ottenendo una disponibilità anche da parte della Regione Marche oltre che dal Demanio». 

Al tavolo il Comune di Porto San Giorgio però non si è mai seduto. «Sia la Regione Marche che il Demanio hanno dato disponibilità ad un tavolo di riequilibrio. Abbiamo spedito 11 istanze e non c’è mai stata risposta invece da parte dell’ente di via Veneto. Questo atteggiamento appare punitivo nei nostri confronti e finisce per ripercuotersi anche sui nostri soci» rimarca ancora Marconi che lancia pure una proposta lamentando quella che definisce «una scarsa sensibilità ambientale del Comune». Il riferimento è al possibile taglio delle 60 tamerici sul lungomare Gramsci sud. La società che gestisce l’approdo è pronta a farsi carico delle opere di espianto e ripiantumazione delle stesse all’interno dell’area portuale, laddove il prg prevede spazi verdi «consapevoli -aggiunge Marconi- che una percentuale di piante probabilmente non sopporterà lo stress di questa operazione perché molte vecchie». La decisione di spostare le piante per fare posto alla nuova visione del lungomare per Marconi «peggiorerà la percezione che il turista avrà di Porto San Giorgio, senza tenere conto di quello che sta avvenendo peraltro in altri contesti costieri dove alle strade si sostituiscono aree verde di fronte al mare». Marconi torna poi di nuovo sulle vicende legali ribadendo a chiare lettere che la società Marina «ha capacità economica per rispondere a qualsiasi risultato della sentenza di luglio. E comunque andremo avanti a prescindere e nessuno deve sperare che faremo un passo indietro. Le società sono solide».

A rincarare la dose ci pensa poi Paola Renzi. «Ci dispiace questa lungaggine a cui il Comune ci obbliga poiché avremmo potuto procedere già con gli investimenti concordati. Non possiamo invece fare nulla per lo sviluppo del porto perché il Comune si rifiuta di sedersi al tavolo del riequilibrio. Il futuro dell’intera area portuale è al momento bloccato dall’Amministrazione che dovrebbe fare  l’opposto. Tanto più che la città mi pare alle prese con mancanza di turismo, commercio in crisi, quale migliore occasione di fare leva su questo volano. Ed invece che accade? Il Comune neanche ci risponde. Non capisco il perché di questa chiusura quando tra l’altro l’attuale sindaco è stato assessore della precedente Amministrazione e sa quanto si sia lavorato su questo fronte trovando sempre la disponibilità almeno al confronto da parte degli uffici e dell’allora sindaco Loira». Nel frattempo il progetto per il porto è stato fatto visionare ed illustrato anche al sindaco di Fermo e al Presidente della Provincia. Ed alla domanda se il mancato avvio dei lavori di riqualificazione dell’ex cinema Excelsior siamo da addebitare allo sblocco della vicenda portuale, Paola Renzi dice: «Le due questioni non si intrecciano. Da una parte parliamo dello sviluppo di una importante infrastruttura per il territorio e dall’altra di un immobile fatiscente in cui verrà realizzato un supermercato e degli appartamenti. Nessuna ripicca dunque, semmai la ripicca c’è da parte del Comune»

 

 

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