
Il feretro è stato salutato da un lungo applauso
di Gianluca Ginella (foto Fabio Falcioni)
«Neanche il vile fato potrà mai vincere la splendida luce dei tuoi occhi verdi». con questo striscione gli amici di Federico Garulli hanno atteso fuori dalla chiesa il feretro del 21enne morto in un incidente stradale a Pasquetta.

Federico Garulli
Oggi in una Mogliano che si è stretta nel dolore di questa famiglia con il giorno di lutto cittadino deciso dal Comune, un migliaio di persone si sono strette nella chiesa Arcipretura di Santa Maria che si affaccia su piazza Garibaldi, cuore cittadino dove bar, ristorante, negozi erano chiusi. Il funerale è stato celebrato dal parroco Quarto Paladini.
Di fronte a lui il feretro chiaro di Federico, sopra una racchetta da tennis e due palline (una maxi e firmata dagli amici), poi maglietta e pantaloncini da tennis. Di fianco una grande foto di Federico illuminata dai suoi occhi verdi. La mamma, Katiuscia, seduta al primo banco si è poi fermata a lungo al termine del funerale stando in piedi vicino al feretro del figlio, in lacrime, abbracciata da amici e parenti che hanno testimoniato, a lei e al papà Giovanni, tutto l’affetto e il sostegno per la tragedia che ha colpito questi genitori. Tantissimi i ragazzi, in molti hanno assistito alla messa stando in piazza Garibaldi e su via Roma, la strada che giunge alla chiesa, pronti ad accogliere il feretro alla fine della funzione. Hanno steso lo striscione e in mano avevano palloncini bianchi. C’erano tutti gli amici, tranne uno: Leonardo, il 21enne che era in auto con Federico e gli altri tre amici quando è avvenuto l’incidente sulla provinciale Corridoniana, a Francavilla D’Ete.

La sindaca Cecilia Cesetti
«Leonardo è in condizioni stabili, lo tengono in coma farmacologico» ha detto il sindaco di Mogliano, Cecilia Cesetti. Il primo cittadino ha letto un messaggio «Da parte dell’amministrazione e soprattutto da parte mia. Ci stringiamo al dolore incolmabile che ha colpito i familiari di Federico, gli amici e la nostra comunità. Speriamo che la nostra vicinanza possa alleviare un po’ il dolore per la sua perdita – ha detto commossa, lei era stata sua insegnante alle elementari – Un ragazzo solare e sempre sorridente, ti trascinava. Voglio ricordarlo col suo sorriso che ci dà forza, abbiamo bisogno di una persona così».
Lorenzo Minnicucci ha letto un messaggio per gli amici: «Vardasci, così ci chiamavi quando volevi organizzare qualcosa. Sei stato spesso tu l’anello di congiunzione tra noi grazie al tuo carisma ed entusiasmo. Eri una persona solare e sorridente. Continueremo a portarti con noi nel nostro percorso di vita e resteremo vicino alla tua mamma. Continuerà a splendere la luce dei tuoi occhi verdi».
Un ricordo lo ha lasciato anche don Mauro Valentini, parroco a Mogliano sino allo scorso novembre: «Domani, alle 21, ci sarà una fiaccolata per Federico. Ma continuate a organizzare iniziative in sua memoria sarà un modo per dare una risposta ai perché sulla sua morte».
«Mi ha sempre colpito una frase degli scout – ha detto il parroco Quarto Paladini -, che dice: “quando mi chiami Signore fai che ci sia una stella anche per me”. Spero ci sia una stella anche per Federico». Altre parole per la famiglia le ha rivolte don Luigi Ariani, pure lui parroco a Mogliano sino ad alcuni anni fa. Finita la funzione centinaia di persone hanno atteso. In silenzio. Poi è partito un lungo applauso per accompagnare il feretro, seguito dai familiari, che ha attraversato la piazza caratterizzata da piccoli scorci delle colline lontane, che appaiono tra i vicoli e al termine di via Roma.

Sulla bara racchette da tennis e palline, oltre a un completo da gioco
Federico ha perso la vita il giorno di Pasquetta mentre si trovava in auto con quattro amici (tre di loro portati a Torrette, uno in prognosi riservata). L’incidente è avvenuto intorno alle 19,30 lungo la strada provinciale Corridoniana a Franca Villa D’Ete. I cinque ragazzi si trovavano a bordo di una Volkswagen Polo (Federico e l’amico in condizioni più gravi erano seduti dietro). La vettura stava percorrendo un tratto in discesa quando è uscita di strada nei pressi di Ponte Ete ed è finita contro una pianta e poi in un terrapieno. Federico studiava Scienze motorie all’Università di Urbino e si trovava a Mogliano per le festività pasquali.




«Sconvolti per la morte di Federico, quei 5 ragazzi stavano sempre insieme»
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